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M5s come alle elementari: ritira l'emendamento sulla prescrizione poi lo ripresenta identico

Dopo il vertice posizioni ancora distanti tra gli alleati. Il premier Conte: "la prescrizione è nel contratto, manterremo il punto". Forse già oggi un nuovo vertice Salvini-Di Maio

Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini

globalist

6 Novembre 2018 - 08.37


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Alta tensione nel governo del cambiamento. Dopo aver deciso di porre la fiducia sul decreto sicurezza restano le divisioni e il duro scontro tra Lega e M5s sulla prescrizione. La relatrice dei pentastellati alla Camera ha ritirato l’emendamento sulla sospensione dopo il primo grado per poi ripresentarlo identico salvo il titolo.
Oggi, a meno di colpi di scena, l’emendamento del M5s sulla prescrizione verrà ammesso in commissione Giustizia alla Camera nonostante le dure critiche della Lega. La partita resta aperta e sarà probabilmente ancora una volta un faccia a faccia tra i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio a cercare di trovare una soluzione affrontando tutte le divergenze tra i due alleati di governo, inclusa anche quella non secondaria sulla Tav.
Lo scontro sulla prescrizione segue l’annuncio fatto ieri dal M5s sulla fiducia al Senato al dl sicurezza. Una decisione che, nella strategia di Di Maio, ha un duplice obiettivo: disarmare la fronda “ortodossa” interna ai pentastellati ed evitare che Salvini approvi una delle sue misure “bandiera” con l’aiuto di Fdi e di una parte di FI, dando dimostrazione di una forza parlamentare che metterebbe il Movimento in difficoltà.
La mossa di Di Maio non è piaciuta alla Lega: i malumori del Carroccio sono arrivati fino ad Algeri da dove il premier Giuseppe Conte ha cercato di frenare: “sulla fiducia decideremo entro oggi”. E sulla prescrizione il presidente del consiglio assicura: “essendo nel contratto di governo, manterremo il punto”.
Parole che non hanno evitato che alla Camera e al ministero della Giustizia andasse in scena un nuovo scontro tra gli alleati di governo sulla prescrizione. Il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha convocato i relatori del M5s Francesco Forciniti e Francesca Businarolo, il sottosegretario Vittorio Ferraresi, il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari e Igor Iezzi, il deputato a cui a Salvini ha affidato il dossier anticorruzione in commissione.
L’incontro si è concluso con una fiìumata nera e con una consapevolezza: solo un vertice tra i leader può risolvere un nodo come la prescrizione sul quale il M5s si gioca ancora una volta la faccia con i suoi militanti e con la Lega che non può distanziarsi eccessivamente dal “credo” del centrodestra. Poco dopo, infatti, i relatori hanno ritirato l’emendamento contestato solo per evitare un giudizio di inammissibilità per estraneità alla materia e lo hanno ripresentato con una modifica al titolo dell’intero ddl anticorruzione, aggiungendo la frase: “nonché in materia di prescrizione del reato”.
Il M5s sembra deciso a mantenere il punto senza arretramenti. “Non possiamo più perdere tempo – è il ragionamento del ministro Bonafede di fronte alla volontà della Lega di procedere sul tema con un ddl ad hoc – non è ammissibile che una sentenza di primo grado si concluda con un nulla di fatto”. Bonafede, nei contatti con la Lega, ha richiamato anche l’impegno preso con le associazione delle vittime delle stragi, sottolineando come la riforma della prescrizione – che non è retroattiva – faccia anche da stimolo alla messa a regime delle risorse stanziate in manovra e ribadisce il suo impegno a interventi per snellire i tempi del processo.
“Sì alla riforma della prescrizione – ha sottolineato Salvini – ma l’importante è farla bene, evitando che i processi durino all’infinito anche per gli innocenti”. E Igor Iezzi ribadisce: “il nuovo emendamento è uguale a quello di prima. Per noi bisogna fare un’altra legge sulla prescrizione”.

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