Il sindaco di Melendugno sul dietrofront Tap: M5s traditori

Marco Potì furibondo: "I cinque stelle hanno rubato il 65% del consenso e poi ci hanno abbandonato. Noi continueremo a protestare"

Marco Potì insieme a Luigi Di Maio con un cartello NoTap

Marco Potì insieme a Luigi Di Maio con un cartello NoTap

globalist 27 ottobre 2018

Il sindaco di Melendugno, Marco Potì, è furibondo con il Movimento cinque stelle, colpevole di aver fatto dietrofront sulla chiusura della Tap: "altro che governo del cambiamento. Questo è un governo di continuità con quanto fatto da chi lo ha preceduto. Il dato politico è uno ed è chiaro: alvini per fare ciò che ha promesso in campagna elettorale, ha violato leggi e convenzioni internazionali, basta ricordare la chiusura dei porti e la vicenda delle navi con a bordo i migranti della scorsa estate. I 5 stelle invece, sanno solo nascondersi e abbandonare i luoghi in cui hanno racimolato anche il 65 per cento di consenso elettorale. Ci hanno tradito e abbandonato".


"Noi continueremo a opporci al progetto" continua Potì, "non interromperemo le nostre forme di protesta". Potì si riferisce alla manifestazione prevista per domani, già programmata perché "si fanno due pesi e due misure. Lì dove sarà sistemato il palancolato manca la concessione demaniale marittima". Che significa? "Vuol dire che per creare una diga sottomarina con tubi di metallo lunghi 42 metri che verrano messi a 21 metri di profondità, manca l'autorizzazione per farlo. La cosa assurda è che questa diga, ci hanno sempre detto, serve a limitare l'impatto dei lavori sull'ambiente marino e poi creano un impatto diretto sul fondale. Poi, in estate sono stati sequestrati tavoli e sedie a un bar del lungomare perché abusivi. Mi sembra che qualcosa non funzioni". "Non so cosa accadra' domani ma e' certo che non smetteremo mai di manifestare la nostra contrarieta' al gasdotto", promette Potì.