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Moscovici e la manovra del popolo: "Pagheranno il debito le generazioni future"

Il commissario agli Affari economici: "non vogliamo una crisi con Roma, ma potremmo chiedere all'Italia una nuova legge di bilancio"

Pierre Moscovici
Pierre Moscovici

globalist

22 Ottobre 2018 - 10.02


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Sulla manovra italiana “attendo le risposte per mezzogiorno, poi la Commissione ne dibatterà domani e vedremo qual è la tappa seguente della procedura. Conterà anche lo spirito della loro risposta, vale a dire, se si inseriscono o meno nello spirito comune europeo e le regole europee”.
Sono le parole del commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, parlando della situazione italiana e della manovra del governo gialloverde. “Non mi piace l’espressione manovra del popolo – ha detto Moscovici – perché quando un popolo è molto indebitato alla fine sono i cittadini che pagano”.
“Il rischio – ha detto Moscovici – è che non rilanci affatto la crescita, perché c’è poco investimento in questa politica di rilancio, ma anzi che l’affossi. Chi pagherà il debito? Le generazioni future e gli italiani. Ecco perché un bilancio che aumenta il debito non è buono per il popolo. Sono sempre i più vulnerabili che alla fine dovranno pagare”.
“Il governo italiano – ha aggiunto il commissario agli Affari economici – fa previsioni di crescita che nessun economista fa. Pensano che aumentare la spesa pubblica creerà della crescita, l’opinione della maggioranza degli economisti è che non sarà così”.
Moscovici è poi tornato ad insistere sulla situazione del debito del nostro Paese, “il secondo più importante dopo quello della Grecia”, un “fardello che pesa sulle spalle degli stessi italiani. Questo è il motivo per cui non mi piace l’espressione manovra del popolo, perché quando un popolo è molto indebitato, alla fine sono i cittadini a pagare”.
La Commissione Ue boccerà la legge di bilancio presentata da Roma? “Non possiamo rifiutare un bilancio – ha risposto Moscovici – in certi casi le parole contano. Il massimo che possiamo fare, ed è una possibilità, ne dibatteremo, è chiedere all’Italia di rimandarci un’altra legge di bilancio che tenga conto delle osservazioni, delle domande e delle regole europee”.
“Bruxelles non l’ha mai fatto – ha aggiunto Moscovici – sarebbe una prima volta. Dopo si aprirebbe tra noi una nuova discussione, un dialogo che può durare tre settimane al termine del quale entriamo in un’altra fase. Lo spirito in cui sono andato Roma è quello di un dialogo costruttivo. La Commissione europea non vuole una crisi tra Bruxelles e l’Italia e pensa che il posto dell’Italia sia al centro della zona euro, non all’esterno”.

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