Mattarella, messaggio a Salvini e Di Maio: il potere inebria, per questo servono contrappesi
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Mattarella, messaggio a Salvini e Di Maio: il potere inebria, per questo servono contrappesi

I due piccoli Erdogan vorrebbero che tutti gli apparati dello Stato fossero al loro servizio, in barba al principio democratico e costituzionale della divisione dei poteri

Sergio Mattarella
Sergio Mattarella
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11 Ottobre 2018 - 18.04


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Un chiarissimo messaggio ai nuovi sultanetti, Salvini e Di Maio, che prevedono solo leccapiedi e vorrebbero che tutti gli apparati dello Stato fossero al loro servizio, in barba al principio democratico e costituzionale della divisione dei poteri.
Il saggio inquilino del Quirinale (che dio ce lo conservi) ha dovuto fare lanciare un chiaro segnale:
“La nostra Costituzione consente di superare difficoltà e di garantire l’unità della società anche perché ha creato un sistema in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere”. Lo sottolinea il presidente Sergio Mattarella. “C’è un sistema che si articola nella divisione dei poteri, autorità che non sono dipendenti dagli organi politici ma che, dovendo governare aspetti tecnici, li governano prescindendo dalle scelte politiche, a garanzia di tutti”.
 Nella nostra Costituzione “c’e’ un sistema complesso di pesi e contrappesi. Perché? Perché – ha ricordato Mattarella a un gruppo di studenti – la storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere”.
“Ci sono, rispetto a pericoli di sbandamenti nella gestione del potere, due antidoti. Il primo è personale: una capacità di autodisciplina, di senso del limite, del proprio limite come persona e come ruolo che si esercita, un senso di autocontrollo. C’è poi un altro antidoto – ha sottolineato il Capo dello Stato – che è quello di meccanismi di equilibri che distribuiscono le funzioni e i compiti del potere tra più soggetti, in maniera che nessuno, da solo, ne abbia troppo”.
 “La nostra Costituzione conta molto sull’autodisciplina e sull’autocontrollo, ma ha messo in campo una serie di meccanismi di articolazione del potere che garantiscono quell’obiettivo. Questo consente anche al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica, di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema in maniera adeguata, ma il merito è della Costituzione”.

 

 

 

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