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Rappresaglia M5s contro Upb: ecco i nomi di chi di fa la guerra

Dopo la bocciatura i grillini si scatenano e parlano di un a manovra fatta dal Pd attraverso i suoi funzionari ancora in carica

Movimento 5 stelle
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globalist

9 Ottobre 2018 - 20.49


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La reazione del Movimento 5 stelle alla bocciatura da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio del Def è ovviamente scomposta e violenta: dalla pagina facebook del movimento la critica dell’Ubp non viene considerata un monito, ma “un atto di guerra” che comunque “non ci fermerà”. E, non contenti, ecco i nomi dei responsabili della bocciatura, giusto per sguinzagliare i cani e i troll dei social e scatenare una montagna di insulti, cosa che si aspetta nelle prossime ore:

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“Ricordiamo bene chi ha nominato Giuseppe Pisauro, Alberto Zanardi e Chiara Goretti, rispettivamente Presidente e consiglieri dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, organismo teoricamente indipendente che valuta le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del governo. Furono Pietro Grasso e Laura Boldrini nell’aprile 2014, durante il governo Renzi. Cosa potevamo aspettarci da un organismo che risponde ancora ad una ex maggioranza oggi ridotta a rabbiosa opposizione?”

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“Veniamo da un recente passato in cui i governi gonfiavano sistematicamente le stime di crescita per promettere alla Ue un deficit più basso di quello poi realizzato a consuntivo. Ora il governo stima una crescita per il 2019 di soli 0,6 punti piu’ alta di quella prevista a bocce ferme (+1,5 invece di +0,9) nonostante le tante misure espansive proposte (investimenti produttivi, reddito di cittadinanza, detassazione per le imprese). E l’Upb che fa? Ci boccia le stime! – si aggiunge nel post -. Si conferma un organismo tutt’altro che indipendente, che giudica i documenti finanziari in base ad obiettivi strettamente politici. Questi veri e propri atti di guerra non ci fermeranno. La manovra del popolo andrà avanti, perché ciò che abbiamo promesso, e per cui siamo stati votati insieme alla Lega da 17 milioni di italiani, va realizzato. Senza se e senza ma”.

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