Volevano Rodotà (e Gino Strada) al Quirinale: oggi M5s spalleggia il razzismo di Salvini

Si proclamavano i veri eredi di San Francesco sono corresponsabili di un governo che umilia gli ultimi e i diseredati

I parlamentari grillini a sostegno di Rodotà

I parlamentari grillini a sostegno di Rodotà

globalist 4 ottobre 2018

Ve li ricordate i grillini che rivendicavano i essere i successori spirituali di San Francesco?
Mentre il decreto sicurezza che segna il passaggio del Rubicone verso un paese da muri, fili spinati e intolleranza, qualche ricordo torna alla mente.
Erano quei grillini che avevano invocato a gran voce Stefano Rodotà come presidente della Repubblica addirittura mandando i loro parlamentari in piazza per invocare l’arrivo al Colle del giurista noto per le sue posizioni democratiche, la difesa della Costituzione e quella dei diritti civili.
E ve lo ricordate Gino Strada che arrivò secondo alle “quinarie” dietro Milena Gabanelli e che declino la candidatura a presidente mentre ancora in tempi più recenti alcuni grillini lo vedevano bene come ministro della Sanità in un eventuale governo a 5 stelle?
Come sono lontani quei tempi.
La sete di potere, la poltrona, il patto con il Diavolo che chiamano il cambiamento li hanno geneticamente modificati ma tanti bocconi ancora associano M5s alla sinistra.
Peccato che chi voleva Rodotà e voleva affidarsi a Gino strada sia diventato il tassista del fascismo al governo. Un governo che ha licenziato un decreto legge definito dallo stesso Gino Strada “un atto di guerra contro i migranti”.

Lo stesso Gino strada che sgomento ha detto che non avrebbe mai immaginato di vedere ministri razzisti in circolazione.
Quanto a Rodotà, le sue idee e il suo impegno erano quanto di più lontano ci potesse essere dall’oscurantismo di questo governo reazionario.
Volevano Rodotà e Gino Strada e sono diventati i pretoriani della xenofobia di Salvini.

Che dire? Quantum mutatus ab illo!