I giovani democratici: il partito cambi e Orfini si dimetta

La nuova leva dopo la festa di Ravenna: discutere su Twitter di cene e riunioni di correnti è irrispettoso nei confronti dei militanti e ridicolo agli occhi del Paese. Orfini fa solo danni

Matteo Renzi e Matteo Orfini

Matteo Renzi e Matteo Orfini

globalist 20 settembre 2018

Uno psichiatra? Forse. Ma intanto anche chiarezza nei confronti di coloro che hanno guidato il partito e ora si comportano come se il disastro elettorale fosse colpa di qualcun altro: il Partito Democratico "volti pagina adesso, coinvolga maggiormente le nuove generazioni nei suoi processi decisionali e si impegni a farsi carico dei problemi reali del Paese, o nel giro di qualche mese scomparirà definitivamente". 
La critica e invito al cambiamento rivolto ai vertici Dem arriva dai Giovani Democratici della provincia di Ravenna che, "alla luce dell'eccellente risultato conseguito all'interno della Festa Nazionale dell'Unità" esprimono "il proprio dissenso nei confronti della classe dirigente nazionale" del partito. A giudizio dei giovani ravennati "non è possibile leggere continuamente dichiarazioni contrastanti da parte dei nostri esponenti politici di rilievo. Annunciare un congresso, posticiparlo e discutere su Twitter di cene e riunioni di correnti è irrispettoso nei confronti dei militanti e ridicolo agli occhi del Paese".
Inoltre, sottolineano, "di fronte all'ascesa dell'estrema destra in Italia e all'incapacità di questo Governo di risolvere i problemi del paese, il Partito Democratico sta affondando nelle proprie liti interne, dimostrando di non aver colto il segnale già lanciato dagli elettori alle ultime elezioni politiche. A sostegno di quanto ha già affermato il segretario provinciale Pd di Ravenna Alessandro Barattoni, chiediamo le dimissioni di Matteo Orfini dal ruolo di presidente del partito in quanto il suo operato e le sue parole si stanno rilevando solamente dannose per la nostra comunità".
Quindi, concludono i Giovani Democratici ravennati "chiediamo un rinnovamento dell'intera classe dirigente nazionale del Pd a favore di un ricambio generazionale divenuto necessario: è infatti impensabile che il nostro partito possa superare questa fase di crisi se continuerà ad essere rappresentato dagli stessi esponenti che di questa fase sono i responsabili".