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In questo governo della demenza i più imbarazzanti sono i 'professori'

Siamo al disastro culturale e disastro civile, visto che molti di questi signori vengono dalla cosiddetta "società civile" alla quale si è fatto disperatamente ricorso dopo il naufragio della politica pura.

Il governo Conte
Il governo Conte

David Grieco

19 Settembre 2018 - 14.54


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Premessa: il mio titolo di studio è la Terza Media, faticosamente conseguita in scuole italiane dopo essere stato cacciato dalle scuole straniere frequentate fin dall’asilo per motivi di condotta. Motivi giusti e sacrosanti. Scrivo su testate nazionali esattamente da 50 anni e sono giornalista professionista da più di 40. Detto questo, non ho smesso di studiare nemmeno per un giorno in vita mia dopo essermi pentito di essere stato, e sottolineo giustamente, espulso da tante scuole.
Non posso fare a meno di notare che i personaggi più imbarazzanti di questo Governo della Demenza uscito da elezioni altrettanto demenziali forse non sono Matteo Salvini e Luigi Di Maio.
I personaggi più imbarazzanti sono i professori Giuseppe Conte, Lorenzo Fontana, Simone Pillon e Alberto Bonisoli, che si stanno rivelando clamorosamente inadeguati al delicato compito, e lo sarebbero persino nella mitica Repubblica di Bananas inventata da Woody Allen. Woody Allen li scarterebbe sicuramente, perché il suo umorismo non è quello dei cinepanettoni.
Sono tutti magnificamente laureati.
Eppure il premier Conte non è capace di distinguere l’8 settembre del 1943 dal 25 aprile del 1945.
Eppure, Fontana e Pillon ostentano una cultura oscurantista che non sarebbe ammessa e non sarebbe ritenuta degna neppure dal Tribunale dell’Inquisizione che processò Giovanna D’Arco.
E dulcis in fundo, Bonisoli. Proprio lui che dovrebbe essere addirittura il Ministro dei Beni Culturali, vorrebbe abolire l’insegnamento nelle scuole della Storia dell’Arte (materia di importanza fondamentale in un paese che possiede più del 50 per cento del patrimonio artistico del Pianeta Terra) perché ricorda che a suo tempo, quando era studente, si era molto annoiato durante quelle lezioni. Poi, per tentare di smentire questa sua incredibile affermazione, il Bonisoli stesso, senza nemmeno rendersene conto, la riafferma.
Ora, Bonisoli viene addirittura dalla prestigiosa Bocconi di Milano, e Fontana vanta nel suo curriculum ben 2 lauree.
Domando e dico: ma dove e soprattutto come cazzo le hanno prese queste lauree? Non faccio nessuna illazione. Voglio sinceramente sperare che siano stati sfacciatamente raccomandati tutti e quattro.
In caso contrario, saremmo di fronte agli evidenziatori di un disastro culturale di proporzioni immani. Disastro culturale e disastro civile, visto che questi signori vengono dalla cosiddetta “società civile” alla quale si è fatto disperatamente ricorso dopo il naufragio della politica pura.
Purtroppo, invece, questi quattro signori senza arte né parte potrebbero effettivamente essere gli evidenziatori clamorosi di una sorta di Caporetto della scuola italiana che non è certo colpa del Job’s Act e non è certo colpa di Matteo Renzi, perché non può essere sempre colpa di Renzi, e non può farmi velo la mia disapprovazione profonda di Renzi e la mia rabbia per tutti gli effetti di ciò che ha combinato .
Ora io penso, e non lo penso da oggi, che questa catastrofe della scuola italiana che si sta spalancando davanti ai nostri occhi è figlia del 1968.
Sarebbe bene dirlo, e approfondirlo, prima che il cinquantesimo anniversario del 1968 si spenga definitivamente fra poco più di tre mesi.
Abbiamo celebrato l’anniversario in tanti modi, per lo più trendy, vintage e futili, ma non abbiamo veramente detto una cosa molto importante, forse la più importante, che sarebbe poi la caratteristica molto specifica del Sessantotto italiano.
Tutti gli extraparlamentari di sinistra, tutti i terroristi fascisti di quegli anni, tutti i cosiddetti “cattivi maestri”, hanno finito tutti per fare proprio i maestri.
Persino Mario Merlino, che fu il personaggio più fosco e più inquietante della Strage di Piazza Fontana, ha insegnato nelle scuole.
Sono stati quasi tutti condannati per reati gravissimi, sono stati trattati con i guanti perché com’è noto erano tutti al soldo di qualcuno, e quasi tutti, guarda un po’, si sono messi ad insegnare.
Il risultato è stato devastante.
Capitano tuttora sotto gli occhi libri di testo incomprensibili, veramente demenziali, scritti da psicopatici fascisti e da mentecatti che dicevano di voler fare la Rivoluzione Armata. Costoro hanno gravemente inquinato le menti di tanti, e forse anche quelle di questi inverosimili professori e ministri.
Questo danno che continua a propagarsi nel tempo, in questo paese, con effetti tremendi è ancora una volta colpa di tutti noi, nessuno escluso. Dovremmo esaminarlo a fondo, prima o poi.
Direi più prima che poi, data la situazione grottesca in cui tutti ci troviamo.

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