Enrico Letta critica il Pd: imitando i populisti non andranno da nessuna parte

L'ex premier defenestrato da Renzi: il partito non ha riflettuto su ciò che è accaduto e non c'è stata autocritica

Enrico Letta e Renzi

Enrico Letta e Renzi

globalist 16 settembre 2018

Lui è stato la vittima del renzismo e non ha mai digerito lo ‘stai sereno’ che era l’anticamera della pugnalata e la seconda delle bugie di Renzi, visto che la promessa di ritirarsi dalla politica in caso di sconfitta al referendum resta ineguagliabile.
L’ex premier Enrico Letta oggi è tornato a parlare in pubblico: "Ho atteso per tutta l'estate che nella parte politica nella quale ho militato si riflettesse su tutto quel che è accaduto. Nulla. Zero autocritica. Ma questo è un errore grave. Soprattutto per un motivo: se i progressisti e il Partito democratico continuano a imitare i populisti, non andremo da nessuna parte: una delle ragioni per cui abbiamo perso è che il populismo dolce ha aperto la strada al populismo hard".
"Non si riparte - aggiunge - insultando chi ha vinto, dicendo 'noi siamo meglio di voi' e rivolgendosi agli elettori che ci hanno dato uno schiaffo con parole come 'non avete capito'". Parlando del futuro del Pd, fa un ragionamento più generale: "Cinque anni fa nessuno ma proprio nessuno aveva immaginato che ci sarebbe stata Brexit o che uno come Trump sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti", ma poi aggiunge: "Con la stessa franchezza dobbiamo dirci che non siamo certi di poter prevedere cosa accadrà fra uno o due anni. Bisogna avere il coraggio di pensare in modo radicale, di pensare l'impensabile".