Il fascismo è a un passo: scongiuriamolo in tempo

Gli estremisti di destra ci sono ancora, e si moltiplicano a vista d'occhio spesso arruolando giovani poveri e sprovvisti di speranze

Militanti di Forza Nuova

Militanti di Forza Nuova

David Grieco 11 settembre 2018

È da decenni che diciamo e sentiamo dire che un ritorno al fascismo è sempre dietro l'angolo, è sempre possibile.
Stavolta è diverso. Stavolta, come mai prima d'ora, il rischio è sempre più imminente.
Non è una sensazione, non è un timore, non è una profezia. È un rischio concreto. È un rischio oggettivo. È forse già molto più di un rischio.
Il fascismo nel nostro paese non è mai stato estirpato.
Dopo il 25 aprile del 1945, tanti, troppi italiani avrebbero meritato la galera. Si decise, saggiamente, che l'Italia non poteva permettersi una caccia alle streghe di queste proporzioni. Non potevamo permettercelo perché c'era da ricostruire il paese, ed era assolutamente indispensabile rassicurare le forze alleate che l'Italia avrebbe messo la testa a posto, che il fascismo avrebbe rappresentato soltanto una follia e un orrore da consegnare per sempre alla Storia.
In tutti questi anni, i fascisti si sono nascosti ovunque, si sono riverniciati di tutti i colori, e purtroppo molti se ne sono spesso serviti, a cominciare dalla Democrazia Cristiana che ha governato l'Italia per 50 anni a forza di equilibrismi spesso a dir poco scellerati.
Ora tutto è cambiato. Ora viviamo in un altro secolo e in un altro mondo. Ma i fascisti ci sono ancora, e si moltiplicano a vista d'occhio spesso arruolando giovani poveri e sprovvisti di speranze. Giovani che vengono attratti, nella disperazione del vivere in una società ormai paralizzata, da qualunque forma di spariglio, di protesta, di salto nel buio.
I fascisti, oggi, sono pericolosi più che mai perché hanno ritrovato, 73 anni dopo Benito Mussolini, un nuovo duce.
Non era mai successo prima d'ora.
Matteo Salvini, nella sua moderna follia, li sta cavalcando senza minimamente rendersi conto delle conseguenze che ricadranno innanzitutto su di lui e contemporaneamente su tutti noi.
Matteo Salvini non si rende minimamente conto che le tante piccole folle che lo acclamano al suo passaggio nell'Italia centrale e nell'Italia meridionale, sono composte prevalentemente da fascisti vecchi e nuovi.
Matteo Salvini non possiede neppure quel briciolo di intelligenza necessario per capire che i suoi sostenitori padani non si muovono mai dalle loro terre, convinti che l'Italia finisca là dove finisce la Pianura Padana.
Ma d'altra parte Salvini non ricorda neppure di aver avanzato la proposta, più volte negli ultimi anni, di un mantenimento dell'euro nell'Italia del Nord e di un ritorno alla lira nell'Italia del Sud, come per stabilire un eterno, ignobile divario tra cittadini italiani di serie A e cittadini di serie Z.
È ora di fare qualcosa.
Qualcosa di assolutamente pacifico. Qualcosa di ancor più sconvolgente di qualunque atto di violenza.
Facciamogli vedere le nostre facce.
Tutte le nostre facce. Tutte le facce degli italiani che non vogliono il fascismo. Facce bianche, nere, gialle, o anche, perché no?, dipinte di nero, di giallo, di rosse.
Facce di italiani veri. Facce in carne ed ossa. Non faccine di Facebook.