La follia istituzionale di Salvini che invoca la piazza contro lo Stato di diritto

Prima l'attacco poi con il volto di colomba al forum Ambrosetti: nel nostro gergo popolare c’è l’immagine di chi scaglia la pietra e nasconde poi la mano.

Matteo Salvini con la busta dell'avviso di garanzia

Matteo Salvini con la busta dell'avviso di garanzia

Nuccio Fava 9 settembre 2018

Quel furbacchione di Salvini vuole prenderci tutti per il naso, facendo il furbo per attirare consensi , ridicolizzando la magistratura che dovrebbe farlo apparire vittima di persecuzione agli occhi degli italiani. La oscena sceneggiata messa in piedi su face book , nel suo studio al Viminale appartiene a quegli spettacoli più indecorosi che nessuna comunità civile dovrebbe sopportare. Il ministro dell’Interno, vicepresidente del Consiglio inizia l’operazione davanti alla tv aprendo la busta della magistratura palermitana che facendo propria l’iniziativa della procura di Agrigento deferisce Matteo Salvini al tribunale dei ministri. Tutto secondo le procedure e le garanzie offerte dalla nostra Costituzione.
Con modalità da commedia all’italiana senza però che l’interprete fosse Totò o Aldo Fabrizi in scena un furbesco monologo elettorale, autorappresentandosi come vittima di una manovra per arrestarne l’avanzata ed il successo, per colpa e responsabilità dei giudici. Accusati questi anche per la conferma del giudizio contro la Lega di Bossi e, di conseguenza, con la responsabilità dell’attuale capo leghista alla restituzione di circa 49 milioni sottratti a suo tempo alle finanze pubbliche. Ma la presunta abilità del ministro arriva all’estremo paradosso dell’affermazione contro la magistratura: io sono eletto e sostenuto da milioni di italiani e loro no. Una follia istituzionale e politica che volutamente scambia la funzione elettorale con quella giudiziaria, quando è ormai chiaro da secoli che la separazione dei poteri è garanzia fondamentale dello stato di diritto e del funzionamento democratico dei poteri. Non soddisfatto del pasticcio compiuto, eccolo riapparire candido come una colomba al forum Ambrosetti all’indomani della sua diretta televisiva contro i magistrati. Come tutti sanno nel nostro gergo popolare c’è l’immagine di chi scaglia la pietra e nasconde poi la mano.
Non può certo bastare una dichiarazione di attenuazione e rettifica di quanto detto il giorno prima , anche perché nella stessa sede il nostro ministro dell’Interno ha enfatizzato i risultati ottenuti sul terreno della migrazione, senza peraltro fare riferimento alcuno a certe operazioni tipo “Porti sicuri" ,“la nave Diciotti” bloccata per giorni e giorni nel porto di Catania in condizioni tali per le quali il procuratore di Agrigento è dovuto intervenire per sequestro aggravato. Né in una sede qualificata come lo studio Ambrosetti ha fatto riferimento alla sua convergenza con Orban e all’intenzione di promuovere una sorta di cordata unitaria di tutti i sovranisti in vista delle elezioni europee del maggio prossimo.
Fortunatamente c’è la saggezza del ministro Tria che tenta di tenere sotto controllo le tentazioni e i bollori dei vice presidenti, impegnati ciascuno a sopire il prima possibile il grave incidente del Viminale e puntare , ciascuno per la sua parte, a spingere sulla riforma fiscale e sul reddito di cittadinanza . Temi sicuramente di grande importanza e rilievo che non possono però ignorare la realtà dei nostri conti e un rapporto ragionevolmente credibile rispetto alle autorità di Bruxelles.