L’Anm contro Salvini: le sue dichiarazioni stravolgono la Costituzione

L’Associazione Magistrati in una nota: non si può sostenere che non si possono svolgere indagini nei confronti di chi era stato eletto.

Magistrati

Magistrati

globalist 7 settembre 2018

Le parole di Salvini all'arrivo dell'avviso di garanzia sono state accolte dalla rabbia feroce dei suoi sostenitori, pronti a mettere mano ai forconi contro i giudici nemici del Capitano, ma hanno anche suscitato lo sdegno dell'Anm, Associazione Nazionale Magistrati, che in una nota ha commentato quelle che definiscono "delle dichiarazioni che rappresentano un chiaro stravolgimento dei principi costituzionali, che assegnano alla magistratura il compito e il dovere di svolgere indagini ed accertamenti nei confronti di tutti, anche nei confronti di chi è titolare di cariche elettive o istituzionali". 


Per l'Anm, "è completamente errato, al di là di ogni valutazione di merito che non spetta all'Anm, sostenere che i magistrati non possono svolgere indagini nei confronti di chi è stato eletto. Così come appare fuori luogo sostenere che taluni magistrati svolgono le proprie indagini anche sulla base di orientamenti politici. In questa vicenda, come in ogni altra, la magistratura tutta agisce sulla base delle prerogative conferite dalla Costituzione e dalle leggi, prerogative che tutti, anche i membri del Governo, devono tutelare e rispettare". 


Nella nota, la giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati ribadisce che "l'autonomia della magistratura e l'imparzialità di ogni singolo magistrato sono un patrimonio indefettibile della nostra democrazia e dello Stato di diritto, principi sui quali non possono e non devono esserci flessioni o arretramenti, ed in questo senso ci impegneremo e reagiremo ad ogni attacco, perché i primi a pagarne un prezzo altissimo sarebbero i cittadini".


L'Anm auspica che "tutti, soprattutto coloro che svolgono incarichi istituzionali, abbiano la stessa sensibilità e rispettino il lavoro della magistratura, senza tentare di delegittimarla".