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Giro di vite del Viminale sugli immobili occupati: bene, può cominciare da Casapound

Dal 2003 lo stabile di Via Napoleone III è occupato abusivamente da Casapound, ma non c'è mai stato un tentativo di sgombero

la sede di Casapound
la sede di Casapound

globalist

2 Settembre 2018 - 14.28


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Dal 2003 l’edificio di Via Napoleone III 8, nel centro di Roma, a due passi dalla stazione Termini e Piazza Vittorio, è la sede ufficiale di Casapound. Come i romani sanno, sul palazzo campeggia la scritta in font littoriano del nome del partito e in 14 anni l’organizzazione di estrema destra non ha avuto alcun problema, mentre tuonava contro gli stabili occupati dalle “zecche” dei centri sociali. 

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Non si capisce perché non è mai stato fatto un tentativo di sgombero, dato che quel palazzo è stato occupato 14 anni fa senza alcun titolo e senza autorizzazione rimane ancora oggi: i camerati di Casapound non hanno alcun diritto di occupare uno stabile che potrebbe ospitare fino a 60 famiglie e quindi, a sentire che il Viminale ha disposto una stretta sugli sgomberi degli edifici occupati abusivamente si potrebbe pensare che è finalmente arrivato il momento in cui le cose si mettano in regola seconda giustizia. Certo, se il Ministro non fosse molto, troppo amico di questi “fascisti del terzo millennio”.

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Il giro di vite andrà infatti a colpire i centri sociali occupati ed edifici abbandonati presi a dimora da migranti o da quanti non possono permettersi di pagare un affitto. Previsti interventi specifici a tutela di soggetti fragili e dei minori.

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A tutela di soggetti fragili e dei minori, la circolare del Viminale, dispone specifici interventi a carico dei Servizi sociali dei Comuni, previo accertamento che non ci sia alcuna possibilità di garantire il sostegno attraverso parenti o altre strutture. Molto restrittivi i parametri per rientrare nell’alveo dell’assistenza pubblica e, in ogni caso, relegati ad accertamenti da farsi soltanto in un secondo momento rispetto allo sgombero.

Per quanti non si trovano in situazioni di “fragilità” la circolare invece dispone “forme più generali di assistenza nell’immediatezza dell’evento”. Il fine è garantire la proprietà privata e tutelare la sicurezza sul territorio. Il Viminale terrà entro fine settembre un primo punto sullo stato delle iniziative avviate.

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