Migranti, il premier albanese sul caso Diciotti: "l'Italia ci salvò, dare una mano è stato naturale"

Il governo di Tirana spiega perché ha deciso di accogliere 20 migranti eritrei: "sono uguali ai tanti di noi che non troppi anni fa intraprendevano il viaggio della speranza verso il vostro Paese"

Edi Rama

Edi Rama

globalist 27 agosto 2018

Un gesto per ricambiare quanto fatto dall'Italia per l'Albania che non ha nessun legame con il negoziato sull'ingresso di Tirana nell'Ue. Così il premier albanese, Edi Rama, ha spiegato il motivo per cui ha deciso di accogliere venti dei profughi della Diciotti.
"Davanti allo spettacolo di miseria e di vergogna - ha detto il premier albanese ad alcuni quotidiani italiani - con esseri umani ridotti in larve sotto gli occhi di tutti, mentre il Paese forse più accogliente d'Europa negli ultimi 30 anni è stato lasciato solo, non riuscendo più a tenere i nervi saldi, dare una mano è stata la cosa più naturale. E' arrivato il momento di dire basta. Avremmo voluto farlo già prima, ma non volevamo creare nessun tipo di malinteso con Roma".
"I migranti eritrei di oggi - ha aggiunto Rama - sono uguali ai tanti di noi che non troppi anni fa intraprendevano il viaggio della speranza verso il vostro Paese. L'Italia ci salvò".
Il premier albanese ha respinto con forza quanti hanno letto nella sua decisione un nesso con il negoziato che l'Albania sta portando avanti per l'ingresso nell'Ue. "Mi è dispiaciuto leggere su qualche giornale italiano - ha detto ancora Rama - che questa decisione sia stata frutto di uno scambio. Una bufala anche offensiva perché non solo non ho mai parlato con il mio collega Conte, ma innanzitutto qui non si tratta di merce o di commercio, ma di vite umane".
E sul governo italiano aggiunge: "i modi di Salvini a volte possono essere controproducenti, possono essere criticati. Ma Salvini risponde a una richiesta profonda del popolo italiano, una richiesta a cui le istituzioni italiane ed europee fino ad oggi non sono riuscite a rispondere. E' inutile attaccare il ministro, è inutile criticare i populisti, i sovranisti, i nazionalisti. Bisogna attaccare i problemi".
"Mi auguro che l'Europa si svegli - ha concluso il premier albanese - e che ciascuno faccia la sua parte. Serve un piano europeo e non mancheremo all'appello. L'obiettivo è una posizione unitaria europea che oggi purtroppo non c'è".