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"L'Italia non può somigliare a un Far West": Mattarella ricorda la bimba rom ferita a Roma

Il presidente della Repubblica sulla piccola che rischia la paralisi dopo essere stata colpita alla schiena dai pallini di un'arma ad aria compressa: "questa è barbarie e deve suscitare indignazione"

Sergio Mattarella
Sergio Mattarella

globalist

26 Luglio 2018 - 12.52


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“Mi ha colpito un fatto di cronaca. L’Italia non può somigliare a un far west dove un tale compra un fucile e spara dal balcone ferendo una bambina di un anno, rovinandone la salute e il futuro. Questa è barbarie e deve suscitare indignazione”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia del Ventaglio al Quirinale, ricordando la storia della piccola Cirasela, la bimba rom di 14 mesi ferita alla schiena il 17 luglio a Roma dai pallini sparati da una pistola ad aria compressa mentre si trovava in braccio ai genitori.
Ricoverata al Bambino Gesù la piccola è ora fuori pericolo ma rischia di rimanere paralizzata. Per i medici non è ancora possibile stabilire se riuscirà a camminare. A alla bimba un italiano di 59 anni. Che ha confessato, spiegando agli inquirenti che ha fatto fuoco solo perché “voleva provare l’arma” acquistata da poco.
“L’Italia – ha aggiunto ancora Mattarella – non diventerà, non può diventare preda di quel che con grande efficacia descrive Manzoni nei Promessi sposi a proposito degli untori della peste: ‘il buonsenso c’era ma stava nascosto per paura del senso comune’. La Repubblica vive dell’esercizio della responsabilità di ciascun cittadino”.
Parole che sembrano riferirsi anche al governo, e in particolare alla Lega e al ministro dell’Interno Matteo Salvini da sempre favorevoli ad ampliare il concetto di legittima difesa e la possibilità di possedere e utilizzare armi.
Nel suo discorso, il presidente della Repubblica ha toccato anche altri temi, come la libertà di stampa, l’importanza del web e del controllo che serve a combattere l’odio in rete. “L’abbondanza informativa offerta dal web è preziosa – ha detto Mattarella – ma occorre evitare che si riduca il livello di approfondimento. La dimensione digitale è un grande contributo. Siamo tutti consapevoli degli usi distorti talvolta allarmanti, astiosi, dell’introduzione di semi che alimentano preconcetta ostilità. Sta a chi opera nella politica e nel giornalismo non farsi contagiare da questo virus ma contrastarlo. La libertà di informazione non è un prodotto ma un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione”.
Il presidente della Repubblica ha poi parlato di migranti sottolineando di vedere dei segnali positivi dall’Europa. “Sessantacinque milioni di profughi nel mondo – ha detto Mattarella – danno la misura di un fenomeno epocale. Tante volte l’Italia ha chiesto all’Ue responsabilità e leggiamo finalmente segnali positivi da parte di diversi Paesi dell’Unione. Passo dopo passo serve un piano di interventi dell’Unione per governare il fenomeno e non subirlo”.
“L’Ue – ha concluso il presidente della Repubblica – deve esprimere con vigore il suo ruolo su tutti i fronti aperti. Viviamo un periodo di instabilità: o gli europei ritrovano le ragioni del rilancio dell’Unione o è prevedibile il declino del Continente”.

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