Msf accusa il governo: "l'Italia ridicola viola il diritto internazionale per non accogliere pochi migranti"

Il responsabile advocacy in Italia della ong: "c'è l'obbligo del non respingimento. Nessuna nave europea può riportare in Libia le persone"

Migranti, Msf accusa il governo: "l'Italia viola il diritto internazionale"
Migranti, Msf accusa il governo: "l'Italia viola il diritto internazionale"
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13 Luglio 2018 - 08.22


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Il governo italiano sta facendo una battaglia in netta violazione degli obblighi internazionali e lo sta facendo per numeri ridicoli. Lo ha detto Marco Bertotto, il responsabile advocacy di Medici senza Frontiere in Italia. La Ong, che si trova assieme ad altre organizzazioni umanitarie sul molo di Trapani, aveva diffuso un appello, prima dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a far scendere quanto prima i 67 migranti dalla nave Diciotti.
“E’ una situazione paradossale – ha detto Bertotto in un’intervista a la Stampa – gente che era in mare da quattro giorni, donne, bambini, e che si è ritrovata in una situazione di stallo. Un braccio di ferro fatto sulla pelle delle persone. In passato era accaduto che c’erano state esigenze di effettuare accertamenti in corso di salvataggio, ma si era fatto con scorrevolezza e certezza delle posizioni da parte delle autorità italiane. Cosa che ora non c’è più”.
Il responsabile advocacy di Medici senza Frontiere in Italia pensa vi siano violazioni dal punto di vista del diritto internazionale. “Credo proprio di si. Un capitano di una nave mercantile – ha spiegato Bertotto – che viene messo nelle condizioni di dover aspettare che arrivi la Guardia costiera libica per rimpatriare i migranti in Libia è inaccettabile. C’è l’obbligo del non respingimento. E questa vicenda ci riporta indietro, a prima di sentenze della Corte europea che sono ormai assodate”.
L’Italia starebbe dunque favorendo i respingimenti. “E’ così – ha aggiunto Bertotto – discutere ancora sul fatto che in Libia ci sia il ‘porto sicuro’ è una cosa che lascia stupiti. E che questo debba essere fatto con la responsabilità e la complicità delle autorità italiane è inaccettabile. Peraltro, solo pochi giorni fa la portavoce della Commissione è stata esplicita sui regolamenti Ue sugli obblighi degli Stati in questa materia e sul concetto di porto sicuro, e ha ribadito che nessuna nave europea può riportare in Libia le persone. Questo principio vale pure per l’Italia, che non può rendersi complice di respingimenti”.
Poi mnla risposta al ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto che sulla Vos Thalassa c’è stato un tentativo di ammutinamento. “Io credo che anche su questo – ha affermato Bertotto – ci sia stato un ridimensionamento dei fatti, sia da parte della polizia sia da parte degli armatori della nave. Gente che fugge da un inferno non può essere ricacciata nell’inferno. Peraltro, quel salvataggio è stato fatto in acque internazionali e se anche si trattasse di zona Sar libica, quello che è accaduto e sta accadendo non è consentito”.
“Da inizio anno – ha concluso Bertotto – sono arrivate in tutto diciassettemila persone. Su quella nave della Guardia costiera sono in 67. Davvero il nostro Paese è in crisi per questi numeri?”.

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