Top

Mattarella il saggio, argine contro lo tsunami di melma che minaccia l'Italia

Il Presidente frena la deriva razzista e autoritaria anche attraverso la vicenda Dciotti.

Il presidente Mattarella e Salvini
Il presidente Mattarella e Salvini

Onofrio Dispenza

13 Luglio 2018 - 12.04


Preroll
Seduto davanti alla tv, ha seguito ogni passo dello sbarco di uomini, donne e bambini dalla “Diciotti” per quattro giorni alla mercé di un leghista che ha ritenuto, ed ancora ritiene, di incarnare tutti i poteri che un sistema democratico prevede. Sergio Mattarella è un uomo saggio e prudente, largamente sottovalutato – ho avuto modo di scriverlo – anche da chi ebbe a sceglierlo. L’Italia è un Paese abituato al chiasso e ai chiassosi, non riesce a valutare come si dovrebbe chi chiassoso non è e considera i chiassosi sostanzialmente pericolosi, quanto meno dannosi.
Personalmente penso che ieri sera, solo davanti alla tv, Mattarella si sia commosso, si commosso. A scendere, tra uomini e donne, come sempre anche tanti bambini. Presi tra le braccia e avvolti dal sorriso di quei volontari che i chiassosi guardano con sospetto, quasi meritassero le manette, non il riconoscimento universale di un lavoro umanitario e umano che l’umanità non aveva mai conosciuto. A farsi strada tra uomini e donne che sbarcavano anche cinque fratellini palestinesi, coi loro genitori. Uno dei 5, un bambino di sette ani – era il tramonto – ha puntato il dito all’orizzonte chiedendo cosa stesse succedendo, cos’era a splendere e sprofondare in mare.”E’il sole!”, gli è stato detto, “E’il tramonto!”. Il piccolo palestinese nella sua terra, che è una striscia di terra povera e lasciata senza prospettive, dove più che vivere si sopravvive, non aveva mai visto un tramonto. Questo in tv, nella tarda serata di ieri, in una stanza in penombra, al Quirinale. Le cronache politiche, anche quelle più informate, questo dal Quirinale non ce lo raccontano. Ci dicono di un passo “Inevitabile e necessario”, di una rappresentazione al capo del Governo di scenari che si sarebbero aperti in assenza di una soluzione del caso. Di “danni collaterali sul governo” parla l’informato Corriere della Sera. Certo, Mattarella avrà detto, come lui sa dire, che non c’era alcuna possibilità che la situazione continuasse ignobilmente a marcire. Un “non intervento£ deciso del capo del governo nel senso auspicato dal Quirinale – Costituzione alla mano – sul governo si sarebbe ritorto.
Ma lasciamo la cronaca per una riflessione conseguente. E’ vero, l’Italia galleggia su uno spesso strato di melma, più spesso di quello che hanno dovuto vincere i soccorritori che hanno messo in salvo i bambini bloccati nella grotta, in Thailandia. Basta rovistare nella pattumiera dei social per capire quanto spesso è questo strato di melma, per avere contezza di quanto lavoro occorra, di quanto dovrà essere lunga e paziente quest’opera di restauro dei valori e di una coscienza civile. Troppi alla deriva, risucchiati da una rabbia irrazionale, spia di debolezze e fragilità. Debolezze e fragilità che vanno lette, comprese nella loro drammaticità, non demonizzate, ma curate e guarite. Ma nell’attesa che l’opera inizi e si completi, il governo del Paese, delle cose e delle coscienze non può restare in balia delle onde melmose di uno tsunami che doveva essere previsto, ponendo in essere rimedi, anche nei comportamenti e nelle scelte politiche di chi aveva il dovere di prevenire e pensare piattaforme politiche diverse da opporre alla forza violenta incombente.
A fronte di una corrente paurosa di irrazionale, oggi cosa c’è? Adesso il vuoto, l’assenza di una forza, di un’idea politica che sia capace di farsi in quattro per costruire un argine all’onda, di pensare un progetto capace di curare, guarire e offrire un’alternativa credibile ad un “populismo” che si affida, vincente, a messaggi facili, rozzi, primari, comprensibili senza sforzo alcuno di analisi, basta la pancia maltrattata. Occorre, ma non c’è, una forza capace di portare sacchetti di sabbia lungo l’argine, governare l’inondazione, e poi costruire quel che è necessario costruire. Rispetto all’entità del lavoro da fare per ricostruire Paese e coscienze, il PD appare una sorta di maldestro Mr Bean. Senza essere simpatico come Mr Bean
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage