Di Maio e quella giornata in tv cercando di parare i colpi di Salvini e Savona

Prima lo stop alla Guardia Costiera del Viminale, dopo le uscite del ministro per gli Affari europei sull'uscita dall'euro. La fatica del vicepremier a stoppare gli autogol di un esecutivo spaccato

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

globalist 11 luglio 2018

Come direbbe Totò: ci risiamo, ci rifacciamo. Il ministro per gli Affari europei Paolo Savona ritorna sul tema dell’uscita dell’euro in audizione alle commissioni di Camera e Senato che si occupano di politiche Ue. Una posizione, quella dell’economista, che non rappresenta una sorpresa, anzi: si ricorderà che un mese e mezzo fa l’accordo di governo tra M5s e Lega ha rischiato di saltare proprio per il no del Colle al nome di Savona come ministro dell’Economia, poi sostituito da Tria.


E Di Maio che stamane a La7 ha cercato di parare i colpi riguardanti un governo che scricchiola (vedi scontro sui migranti tra Difesa e Viminale) stoppa le derive savonesi. Dice il vicepremier: "Palazzo Chigi non sta pensando ad un piano B per uscire dall'euro. Se poi gli altri cercheranno di cacciarci non lo so, ma questo non è la nostra volontà, ne metteremo gli altri nelle condizioni di farlo".
"La maggior parte delle dichiarazioni (da parte di esponenti del governo italiano) vanno nella direzione del buon senso". Cosi ha commentato il commissario agli affari economici Pierre Moscovici che ha aggiunto di prendere dichiarazioni del genere "con grande flemma". E a ribadire il ruolo residuale di Savona ha spiegato: " Abbiamo un interlocutore che è il ministro delle Finanze Tria che ci assicurato nel modo più chiaro che l'Italia prepara il suo progetto di bilancio 2019 nella volontà di rispettare le regole e con un totale impegno per restare nella zona euro".