Se la Lega è 'parte lesa' perché ha fatto eleggere il 'truffatore' Bossi al Senato?

Da quando è scoppiata la storia del 49 milioni spariti tutti a prendere le distanze dalla vecchia gestione. Ma è il gioco delle parti

Bossi e Salvini
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9 Luglio 2018 - 13.11


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Se voi scopriste un ladro in casa che rubando non solo commette un reato ma disonora tutta la famiglia, gli dareste un premio?
Se voi scopriste un poco di buono che delinque e vi fa vergognare e decidete di prendere pubblicamente le distanze dal suo operato gli affidereste la gestione del vostro stipendio?
Perché in tutta questa storia dei 49 milioni rubati dalla Lega allo Stato italiano (a proposito di ‘prima gli italiani’) c’è qualcosa che non torna: tutti a dare la colpa alla ‘vecchia gestione’ e tutti a presentarsi come parte lesa e come mammole e verginelle che non hanno alcuna responsabilità per quanto avvenne durante l’epopea Bossi-Belsito-Trota, tra soldi, lauree in Albania, denari e dimanti in Tanzania e spese private con soldi pubblici.
Si parla – e ci sono condanne non chiacchiere – di truffa ai danni dello Stato.
Però c’è un però. Un grande però. 

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Se la matematica non è un’opinione, lo è altrettanto il fatto che Umberto Bossi, il colpevole, il cattivo, il truffatore dello Stato tramite la sua ‘vecchia gestione’ sia appena stato eletto per l’ennesima volta senatore della Repubblica nel gruppo della Lega Nord.
E perché se i leghisti oggi al governo non hanno nulla da spartire con l’Umberto padano e ne contestano le malefatte lo hanno messo nelle loro liste e riportato in Parlamento?
Se fosse vero quello che dicono avrebbero dovuto espellerlo. O quantomeno tenerlo lontano dal Senato.

Se così non è – e così non è – evidentemente vogliono recitare il di ruolo parte lesa mentre non sono altri che politicamente complici.
Sia come sia una cosa va detta: ridate agli italiani i soldi degli italiani.

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