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Il grillino Di Stefano compiace Salvini e difende l'indifendibile Guardia costiera libica

Il sottosegretario agli esteri nega le più che note collusiuoni tra l'inesistente governo libico e milizie criminali

Manlio Di Stefano
Manlio Di Stefano

globalist

6 Luglio 2018 - 20.46


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Il sottosegrtario degli Esteri M5s Manlio Di Stefano, in un’intervista a Fanpage da lui stesso condivisa, ha affermato che “È ingiusto dire che la Guardia costiera libica ha a che fare con i trafficanti. Ci saranno stati dei casi, ma la Guardia costiera libica ha pochissimi mezzi e deve contrastare un fenomeno gigantesco”.

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Ci sono molti errori in questa dichiarazione: innanzitutto, che la Guardia Costiera libica sia colpevole di tenere in condizioni disumane gli immigrati salvati dal Mediterraneo non è una teoria ma un dato di fatto, confermato non soltanto da un rapporto dell’Onu, ma anche da innumerevoli foto, reportage e testimonianze delle navi Ong, come la Proactiva cui sono state puntate contro le armi proprio dai libici.

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Inoltre, non è la Guardia Costiera libica ad avere a che fare con i trafficanti: il traffico di esseri umani è opera di un’organizzazione criminale ed è più corretto affermare che la Guardia Costiera chiude un occhio davanti alle attività dei trafficanti e che sia presente un enorme problema di corruzione all’interno dello Stato libico. 

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Tra l’altro, come è già successo, la Guardia Costiera non è tempestiva nei salvataggi: nel caso di naufragio, infatti, la Guardia non interviene, mentre compie i salvataggi solo di barconi non ancora naufragati. 

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