Boeri insiste: "servono più immigrati regolari". Salvini infuriato: "Vive su Marte"

Il presidente dell'Inps a margine della relazione annuale al Parlamento: "i dati sono la risposta migliore e non c'è modo di intimidirli"

Tito Boeri Matteo Salvini

Tito Boeri Matteo Salvini

globalist 4 luglio 2018

Per pagare le pensioni servono più immigrati regolari, il sistema pensionistico non può farne a meno. Lo ha ribadito il presidente dell'Inps Tito Boeri presentando al Parlamento la relazione annuale dell'istituto e tornando sulla polemica con la Lega e con Matteo Salvini che lo aveva definito "un fenomeno" annunciando cambiamenti all'Inps.

"I dati sono la risposta migliore a Salvini - ha detto Boeri a margine della presentazione - e non c'è modo di intimidirli. La mia risposta è nei dati e i dati parlano. Oggi presentiamo quella che è la verità che bisogna dire in Italia. I dati sull'immigrazione sono incontrovertibili, vengono da Istat, Eurostat e organismi internazionali. In Italia c'è un problema, siamo attrezzati a gestire la longevità ma non siamo attrezzati a gestire il fatto che ci siano meno persone che entrano nel mercato del lavoro".
"Nel confronto pubblico degli ultimi mesi - ha affermato Boeri - si è parlato tanto di mmigrazione, ma nessuno sembra preoccuparsi del declino demografico del nostro paese. Gli italiani sottostimano la quota di popolazione sopra i 65 anni e sovrastimano quella di immigrati e di persone con meno di 14 anni. Questo avviene anche in altri paesi, ma la deviazione fra percezione e realtà è molto più accentuata da noi che altrove. Non sono solo pregiudizi. Si tratta di vera e propria disinformazione".
"Il declino demografico - ha spiegato il presidente dell'Inps - è un problema molto più vicino nel tempo di quanto si ritenga. Ai ritmi attuali, nell'arco di una sola legislatura, la popolazione italiana, secondo scenari relativamente pessimistici, ma non inverosimili, potrebbe ridursi di circa 300.000 unità. E' come se sparisse una città come Catania. Dimezzando i flussi migratori in cinque anni perderemmo, in aggiunta, una popolazione equivalente a quella odierna di Torino, appesantendo ancora di più il rapporto fra popolazione in età pensionabile e popolazione in età lavorativa".
Per Boeri è "cruciale" il numero di immigrati che lavoreranno nel nostro paese. "Eventuali politiche di recupero della bassa natalità italiana, ovvero dei tassi di occupazione femminili e maschili - ha aggiunto il presidente Inps - potranno correggere gli squilibri demografici nel lungo periodo ma non potranno da sole arginare la riduzione delle classi di popolazione in età lavorativa prevista per il prossimo ventennio".
"Tutti sono d'accordo sul fatto che bisogna contrastare l'immigrazione irregolare - ha spiegato ancora Boeri nella relazione annuale - ma si dimentica un fatto importante: per ridurre l'immigrazione clandestina il nostro paese ha bisogno di aumentare quella regolare".
Tanti i motivi, tutti sottolineati con i dati. A partire dai "tanti lavori che gli italiani non vogliono più svolgere": nel lavoro manuale non qualificato sono oggi impiegati il 36% dei lavoratori stranieri in Italia, contro solo l'8% dei lavoratori italiani.
"C'è una forte domanda di lavoro immigrato in Italia, ma in presenza di decreti flussi del tutto irrealistici, questa domanda si riversa sull'immigrazione irregolare fatta da chi arriva non coi barconi, ma in aereo o in macchina, coi visti turistici, e rimane in Italia a visto scaduto".
La replica di Salvini
Le parole di Boeri non sono pioaciute al ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Servono più immigrati per pagare pensioni...- ha scritto su Twitter il vicepremier e leader della Lega - cancellare L. Fornero costa troppo... servono più immigrati per fare lavori che gli italiani non vogliono più fare... Presidente Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare di tantissimi italiani. Vive su Marte?".