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La protesta in mutande, le preghiere e gli arresti: ecco il nuovo sindaco di Messina

Cateno De Luca, noto alla politica e alla magistratura, è stato eletto primo cittadino con il 65% dei voti. Nel 2017 era tra gli "impresentabili" della Commissione antimafia

Cateno De Luca
Cateno De Luca

globalist

25 Giugno 2018 - 12.34


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Alla fine ce l’ha fatta. Con il 65% dei voti, Cateno De Luca ha vinto il ballottaggio contro Placido Bramanti ed è il nuovo sindaco di Messina. Il primo atto dell’esponente dell’Udc è stato depositare un mazzo di fiori ai piedi della Madonna in piazza Immacolata di marmo. Poi le prime parole di ringraziamento ai cittadini: “Voglio essere il sindaco di tutti. Iniziare una rivoluzione può essere facile, il difficile è portarla avanti. Ed è quello che noi ci impegneremo a fare”.
Cateno De Luca era già noto per le sue rivoluzioni oltre che alla politica anche alle cronache giudiziarie. Nel 2007, il neosindaco di Messina inscenò uno spogliarello nella sala stampa dell’Assemblea regionale siciliana per protestare contro la decisione dell’allora presidente, Gianfranco Micciché, di estrometterlo dalla commissione bilancio. Per l’occasione pensò di indossare una coppola nera in testa, un Pinocchio in una mano e una Bibbia nell’altra: De Luca venne immortalato a petto nudo e una bandiera della Sicilia utilizzata come pareo.
Oltre agli spogliarelli, De Luca è noto anche per le sue vicende giudiziarie, iniziate nel 2011 quando era sindaco di Fiumedinisi, carica che ricopriva dal 2003. Allora, come ricorda il Corriere della Sera, finì in manette con il fratello Tindaro, funzionario del comune e presidente della Commissione edilizia, per il cosiddetto “sacco di Fiumedinisi”. Venne accusato di abuso d’ufficio, falso e tentata concussione per aver gestito gli appalti per la costruzione di un albergo, 16 villette e un muro di contenimento del torrente Fiumedinisi così da favorire le imprese edilizie della sua famiglia. Per lui erano stati chiesti cinque anni di carcere.
Nel novembre del 2017, pochi giorni prima dell’assoluzione e in concomitanza con l’annuncio della sua candidatura a sindaco di Messina, De Luca venne nuovamente arrestato per evasione fiscale. Il suo nome era, secondo la Commissione antimafia, tra gli “impresentabili” del centrodestra. De Luca tornò in libertà dopo la revoca degli arresti domiciliari, sostituita con una misura interdittiva del divieto di ricoprire ruoli apicali negli enti coinvolti nell’inchiesta.
De Luca è stato anche sindaco di Santa Teresa di Riva dal 2012 al 2017. In totale, il nuovo sindaco di Messina è stato coinvolto in 16 inchieste e in altrettanti proscioglimenti. Rimane aperta quella in cui è accusato di evasione fiscale.

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