Diamanti, Tanzania, 'ndrangheta e faccendieri: così la Lega faceva affari

Ora ci sono state le condanne e ci sono i sequestri. Ma pochi ricordanole sgradevoli vicende di quelli che urlavano Roma ladrona

Tanzania indipendente

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globalist 23 giugno 2018

Ora ci sono le condanne definitive. Ma il tempo passa e cancella. E nessuno ricorda le storie di faccendieri, ‘Ndrangheta, diamanti e Tanzania che stavano al centro del sistema affaristico della Lega.

Questo è il racconto delle persone coinvolte.


«Mi sono trovato un bonifico di 4,5 milioni di euro sul mio conto di Cipro, che ho respinto perché l'ordinante era una novità assoluta, per la cifra e per chi l'aveva disposto, la Lega e non Belsito, mentre io avevo rapporti solo con lui». Lo ha affermato l'imprenditore veneziano Stefano Bonet. «Belsito mi ha trascinato in questa cosa senza concordare con me alcuna motivazione, alcuna modalità. Mi sono sentito proprio preso in giro», afferma Bonet. «Gli accordi erano diversi. Non doveva esserci dietro il partito, ma un soggetto privato perché le eventuali operazioni immobiliari a Cipro e in Tanzania si dovevano fare con lui, Belsito».
In merito agli affari con Romolo Girardelli, ritenuto il referente finanziario della cosca calabrese De Stefano, «era un mio consulente per la sede di Genova, non sapevo dei suoi legami con la 'ndrangheta», dichiara l'imprenditore. Il ministro Brancher «l'ho incontrato ma non abbiamo mai fatto business insieme».
Bonet ha smentito di aver incontrato Bossi. Quanto alla Porsche regalata a Belsito, «nessun regalo, solo un prestito per alcuni mesi, in cambio di una bella amicizia e, chiaro, di una proficua collaborazione».
Un innocente distratto questo Stefano Bonet, l'uomo d'affari e dalle mille attività. Che faceva affari con il tesoriere della Lega, con Francesco Belsito, ma anche con il Vaticano, con gli investitori dei capitali della cosca De Stefano, 'ndrangheta di Archi, Reggio Calabria. Spesso queste sue attività si chiamano riciclaggio. Bonet, veneto, è ufficialmente un consulente aziendale e amministra diverse società ed ha rapporti con le aziende più importanti: Fincantieri, Finmeccanica, Siram, Grandi Navi Veloci.
Può vantare un portafoglio di conoscenze politiche di primo piano, come il Pdl Aldo Brancher e naturalmente è in affari con il tesoriere della Lega, Francesco Belsito. Sono loro due gli autori delle operazioni di investimento di 7 milioni di euro in Tanzania, Cipro e Norvegia. E nel medagliere dei rapporti brilla anche il Vaticano, attraverso don Pino Esposito, calabrese dalle mille conoscenze che, infatti, gli ha presentato l'arcivescovo polacco Zygmunt Zimoswki, responsabile del Pontificio Consiglio degli operatori delle strutture sanitarie del Vaticano.
Promemoria fondamentale: la Siram è una società con cui lavora la Polare di Bonet che gestisce 770 strutture sanitarie, pubbliche e private. Bonet al telefono con un interlocutore: «Centoventitremila cliniche nel mondo sono sotto il controllo del Vaticano». Gli affari sono affari. Anche per il Vaticano. «Sono tutti partiti, il 26 febbraio 2012 da Roma per Cracovia, e hanno fatto ritorno il mercoledì 29 febbraio per l’operazione tra Polare e le strutture sanitarie del Vaticano, di cui Zimoswki è il responsabile. Oltre a operazioni immobiliari non ben definite».
Ma visto che il Vaticano è in rapporti con la Polare, quando esplode lo scandalo degli investimenti milionari in Tanzania, c’è bisogno di capire. E dunque Bonet prepara «un dossier completo con tutto quello che si dice su di loro». Il dossier, spiega Bonet, serve «perché è stato richiesto dal Vaticano con cui collabora, in modo da poter capire esattamente chi sono». Poi il parlamentare del Pdl molto amico della Lega, Aldo Brancher. Un intreccio da svelare proprio sulla vicenda degli investimenti fatti da Belsito e la Tanzania. L’8 febbraio scorso, la gratitudine tangibile di Brancher. 150.000 euro per la "festa del Garda".