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You hate we donate: come trasformare la discriminazione in benificienza

Dopo le affermazioni del ministro dell'Interno Salvini sui migranti e quelle del ministro Fontana sulle famiglie arcobaleno donazioni di massa ad associazioni come Arcigay e Baobab

You hate we donate: come trasformare la discriminazione in benificienza
You hate we donate: come trasformare la discriminazione in benificienza

globalist

7 Giugno 2018 - 13.48


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Le dichiarazioni questi giorni dei ministri Salvini e Fontana, l’omicidio di Soumaila Sacko, i toni ancora da campagna elettorale della politica, hanno creato un clima di tensione. Per disinnescare questa spirale, la blogger Simona Melani ha scelto di passare dalle parole ai fatti: dopo aver ascoltato le dichiarazioni del ministro Fontana ha donato 10 euro all’associazione ArciGay, a nome del ministro.
Un gesto semplice, che ha colpito una sua amica, la social media manager e copywriter freelance Marianna Peracchi, la quale propone in alcuni gruppi Facebook di far diventare il gesto di Simona un’iniziativa sul lungo periodo.
Nasce così You Hate We Donate con l’idea che ogni attacco razzista, sessista, omofobo, xenofobo può anche produrre risultati utili. Una campagna che trasforma le dichiarazioni, o peggio gli atti di odio da parte di un personaggio pubblico in donazioni di massa proprio a quelle associazioni che difendono i diritti di chi è stato attaccato.
Un porgi l’altra guancia riveduto e corretto in cui ogni offesa pubblica non solo diventa lo spunto per reagire civilmente ma anche per generare sostegno concreto a chi è in prima linea. Attacchi razzisti, sessisti, omofobi, xenofobi scatenano best practice.
“Ogni volta – ha detto Simona Melani – terremo conto di quanti soldi in donazioni quella particolare esternazione ha prodotto. E troveremo il modo di farlo sapere al personaggio pubblico in questione”.
Dopo l’intervista del neoministro della famiglia Lorenzo Fontana, per il quale le famiglie arcobaleno non sono famiglie, si è ad esempio scatenata un’azione di donazione, anche pochi euro, rivolta ad associazioni come Arcigay e Famiglie Arcobaleno.
Alla frase del vicepresidente del consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini sui migranti, “è strafinita la pacchia”, ci si è mobilitati in questi giorni donando tra l’altro a Baobab Experience, Sms Mediterranee (che con la nave di soccorso Acquarius ha salvato oltre 19 mila persone) e anche a Naga, che si occupa di tutela di diritti dei cittadini stranieri senza alcuna discriminazione.
Gli hashtag sono #youhatewedonate o #voiodiatenoidoniamo e l’ironia sembra non fare difetto. “Ho la sensazione che Salvini – hanno scritto sul blog dopo le nuove frasi su Mario Balotelli e lo ius soli – diventerà il nostro principale donatore”. poi la segnalazione delle associazioni impegnate sul tema della cittadinanza: L’Italia Sono Anch’io​, Rete G2 – seconde generazioni e Italiani senza cittadinanza.

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