L'Arci boccia il governo Salvini-Di Maio: chiara l'impronta di destra

Francesca Chiavacci, presidente nazionale, al congresso dell'associazione: preoccupati rispetto ai temi dell'immigrazione e dell'accoglienza

Francesca Chiavacci e don Ciotti

Francesca Chiavacci e don Ciotti

globalist 7 giugno 2018

Anni di falsi discorsi sulla fine di destra e sinistra. Poi un figuro come Matteo Salvini arriva al Viminale sull’onda di un vento d’odio xenofobo e con l’applauso di quasi tutti i gruppi post fascisti e reazionario e a qualcuno il dubbio viene.

Così la pensa l’Arci, la storia associazione ricreativa che ha solide radici a sinistra: “Questo è un Governo rispetto al quale si può dire tutto e il contrario di tutto, ma a noi sembra chiara l'impronta di destra, perché tale è un Governo che mette i bambini contro i bambini sulla questione asili nido e che si caratterizza per soprattutto per lo slogan prima gli italiani".
Così Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell'Arci, a Pescara, in occasione del diciassettesimo congresso nazionale dell'associazione. "Siamo molto preoccupati rispetto ai temi dell'immigrazione e dell'accoglienza - ha proseguito Chiavacci - soprattutto per la modalità con la quale Salvini sta esercitando il ruolo di ministro degli Interni, perché ad oggi sembra che faccia più il leader che il ministro, e a volte sfidi quella Costituzione su cui ha giurato e quelle leggi che in Italia ci sono e vietano l'istigazione all'odio razziale".
Il presidente nazionale dell'Arci ha poi sottolineato che "si parla molto di democrazia diretta, tanto che ci hanno fatto anche un ministero, ma è qualcosa di diverso dalla nostra concezione di democrazia partecipativa, e nel caso di questo ministero è qualcosa che fa anche pensare ad una sorta di costituzionalismo parallelo".