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Chi è Tria, l'economista che vuole alzare l'Iva per abbassare le tasse

Nato a Roma 70 anni fa, ex consigliere di Brunetta nel Governo Berlusconi, è un conservatore ma con un curriculum solido. Idee molto chiare su conti dello Stato. Certo, non è il nuovo che avanza

Giovanni Tria
Giovanni Tria

globalist

31 Maggio 2018 - 17.19


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Giovanni Tria, il probabile nuovo ministro dell’Economia,  ha 70 anni, è di Roma, parla due lingue e ha un curriculum di tutto rispetto. E’ laureatao in Giurisprudenza, ed è preside della facolltà di Economia di Tor Vergata oltre a essere stato presidente della Scuola Nazionale dell’amministrazione. Commentatore delle vicende economiche sul sito formiche.it e per il Foglio, uomo abbastanzo vicino alle idee conservatrici, ha il pregio di avere le idee chiare.

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Pochi giorni fa criticava nemmeno tanto velatamente il contratto Lega-M5S proprio per la sua vaghezza in termini di coperture. Un libro dei sogni, insomma, che se andrà a via XX settembre gli toccheràmettere in pratica. “In genere – scriveva Tria – la realta’ delle cifre ridimensiona spesso la visione e fino ad oggi non e’ emerso un accordo chiaro su quali siano i paletti di bilancio che si vorranno rispettare. Se le compatibilità di bilancio del programma dipenderanno da un improbabile mutamento delle regole europee (abbiamo già avuto un governo che è  partito con il proposito di battere i pugni sul tavolo a Bruxelles) o se queste regole saranno forzate”.

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Tria, ex consigliere di Brunetta nel governo Berlusconi, in più occasioni si è dichiarato   favorevole a far scattare le clausole di salvaguardia per finanziare la flat tax. Quindi aumento dell’Iva per abbassare le tasse. Un mantra che Tria ripete da anni: “Come ho sostenuto da oltre un decennio e non da solo, ritengo che in Italia si debba riequilibrare il peso relativo delle imposte dirette e di quelle indirette spostando gettito dalle prime alle seconde”, scriveva sempre su Formiche.it. Insomma una cosa non da poco. Per il professore si tratta di “una scelta di policy sostenuta da molto tempo anche dalle raccomandazioni europee e dell’Ocse perché’ favorevole alla crescita e non si capisce perché non si possa approfittare dell’introduzione di un sistema di flat tax per attuare un’operazione vantaggiosa nel suo complesso”. 

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