Ecco il programma di Lega-5stelle (e di Silvio)

Si sta lavorando sulla legge Fornero, sul lavoro, sugli sbarchi e sulla legittima difesa

Salvini, Di Maio, Berlusconi
Salvini, Di Maio, Berlusconi
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10 Maggio 2018 - 19.16


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Primo vertice oggi tra il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio, che si incontreranno nuovamente domani o dopodomani.

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“Si sta lavorando sulla legge Fornero, sul lavoro, sugli sbarchi e sulla legittima difesa”, ha fatto sapere Salvini lasciando la zona della Camera. Sono i temi che “saranno parte fondante del programma di governo”, assicura. “Il reddito di cittadinanza e la flat tax saranno le misure principali sulle quali opereremo”, l’arco temporale per realizzarle è “il 2019”, ha fatto sapere dal canto suo Rocco Casalino, a capo della comunicazione M5S, a termine del tavolo tecnico Lega-5Stelle. “Sono stati individuati come punti di partenza importanti – aggiunge il deputato Alfonso Bonafede – ora saranno oggetto di dibattito e approfondimento, ma qualsiasi dettaglio ci chiedete su tempi e modalità – puntualizza ai cronisti – li conosciamo solo in parte”. “Abbiamo parlato anche di conflitto d’interessi, nessun problema”, hanno aggiunto poi i due facendo sapere anche che “sulla legge Fornero con la Lega c’è totale sintonia, valuteremo se” optare “per il superamento o per la modifica”.

“Con l’incontro di oggi sono state gettate le basi per scrivere un contratto di governo tra MoVimento 5 Stelle e Lega contenente i punti programmatici da realizzare per il Paese”, si legge in una nota congiunta di M5S e Lega. “Si è trattato di un incontro molto positivo, che ha messo in luce una piena sintonia prima di tutto sul metodo con cui si sta procedendo e che prevede ulteriori incontri tecnici da qui a domenica per scrivere un programma di governo definitivo”, scrivono ancora.

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Insomma si parla di temi, i nomi verranno poi. Eppure, al termine dell’incontro di oggi tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini non si nascondeva un certo ottimismo sulla formazione della squadra: “Sulla composizione dell’esecutivo e sul premier sono stati fatti significativi passi in avanti”, si legge nella nota congiunta dei due leader. Passi avanti che però non hanno portato alla formalizzazione di un candidato premier: “Un nome terzo, di altro profilo e con un’impronta politica forte”, assicurano fonti M5S. In ogni caso, Di Maio butta acqua sul fuoco: “Evitiamo il gioco del toto-nomi: prima si parla di temi e dopo di nomi”.

Dai vertici M5S filtra la notizia che Di Maio e Salvini avranno un ruolo di primo piano nel governo, in una sorta di ‘triumvirato’ che porterà a una gestione ‘collegiale’ dell’esecutivo insieme al futuro presidente del Consiglio. Presto per dire se per loro sarà ritagliato un ruolo da vicepremier (dato per probabile in casa 5 stelle) o se occuperanno ‘solo’ ministeri di peso. Tutto al momento può accadere: c’è chi addirittura mette in dubbio la presenza dei due leader nell’esecutivo che verrà. “Non è ancora deciso se Salvini e Di Maio saranno nel governo – sostiene il deputato M5S Emilio Carelli -. Per quanto ne so io, non sono previsti all’interno del governo ma dovrebbero mantenere un ruolo” alla guida dei loro rispettivi partiti. Obiettivo tenere le ‘mani libere’.

E intanto, mentre tecnici e parlamentari di Lega e M5S cercano di trovare la quadratura per stilare un contratto di governo che permetta di aprire le porte di Palazzo Chigi, crescono i rumors sui possibili nomi che andranno a riempire le caselle ministeriali del governo che si profila all’orizzonte. Tra quelli che circolano in queste ore, si fanno spazio Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, già indicati nella squadra di governo presentata da Di Maio prima delle elezioni.

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Fraccaro, nel frattempo, è stato nominato questore anziano alla Camera, impegnato in prima linea sulla partita vitalizi, dunque le sue quotazioni in un eventuale esecutivo Lega-M5S sono date in calo. Il nome di Bonafede, invece, è in ascesa, ma il grillino potrebbe contendersi il ministero di via Arenula con Giulia Bongiorno, al suo secondo mandato in Parlamento, stavolta in quota Lega.

Altri nomi che circolano in ambienti grillini, quelli di Vincenzo Spadafora, uomo ombra di Di Maio; Andrea Roventini, indicato ministro dell’Economia in un esecutivo M5S e questa mattina avvistato a Montecitorio; Emanuela Del Re, data agli Esteri prima delle elezioni e oggi deputata nelle file dei 5 Stelle. Della vecchia squadra di governo M5S, presentata prima delle urne con un’attenta campagna di comunicazione, potrebbe essere traghettato in un esecutivo M5S-Lega Lorenzo Fioramonti, il professore a Pretoria nemico del Pil ed eletto a Montecitorio.

E ancora, la medaglia olimpica, oggi deputato, Domenico Fioravanti allo Sport; l’oncologo Armando Bertolazzi alla Sanità. Ma per il dicastero di Lungotevere Ripa circolano altri due nomi: Giulia Grillo, attuale capogruppo alla Camera, e il senatore chirurgo Pierpaolo Sileri. Altri nome in ascesa, quelli di Laura Castelli, deputata torinese vicina alla sindaca Chiara Appendino e impegnata in tutti i dossier economici del M5S, e Stefano Buffagni, al suo primo mandato in Parlamento ma nell’inner circle di Di Maio.

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Sul fronte Lega, tra i nomi più gettonati quello di Giancarlo Giorgetti, il Richelieu di Salvini: scendono le quotazioni da premier ma salgono quelle che lo vorrebbero al ministero dell’Economia, uno dei dicasteri più complicati sul percorso ad ostacoli dell’accordo Lega-M5S.

In ascesa anche il nome di Armando Siri, ispiratore della legge sulla flat tax, per lo Sviluppo Economico o i Trasporti, di Claudio Borghi per l’Agricoltura e dell’economista Alberto Bagnai per l’Istruzione. Altro veterano spendibile per un governo ‘giallo-verde’, Roberto Calderoli, già ministro con Silvio Berlusconi e con il quale ha sempre mantenuti canali aperti. Oggi Calderoli era presente al tavolo tecnico sul contratto di governo.

Circolano inoltre i nomi di due parlamentari molto vicini a Salvini: Nicola Molteni, attualmente a capo della commissione speciale di Montecitorio, e Raffaele Volpi, parlamentare di vecchio corso e ‘artefice’ dell’approdo della Lega nel Meridione: per quest’ultimo crescono i rumors di un ruolo da ministro dei Rapporti con il Parlamento.

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