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Migranti, Cassazione conferma il sequestro della Iuventa: “Siamo devastati”

La prima sezione penale ha rigettato il ricorso degli avvocati dell’ong tedesca Jugend Rettet che chiedevano il dissequestro.

Migranti, Cassazione conferma il sequestro della Iuventa: “Siamo devastati”
Migranti, Cassazione conferma il sequestro della Iuventa: “Siamo devastati”

globalist

24 Aprile 2018 - 13.18


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 “Siamo devastati dalla sentenza di oggi: la Iuventa non verrà liberata! Ma lotteremo per il diritto al salvataggio delle persone in pericolo di vita in mare”. Affidano a un tweet il loro rammarico i componenti dell’ong tedesca Jugend Rettet, che oggi si sono visti rigettare la richiesta di dissequestro della loro nave, ferma dal 2 agosto scorso al porto di Trapani. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti rigettato la richiesta degli avvocati della Juggend Rette, contro l’ordinanza del tribunale del Riesame di Trapani, che già a settembre aveva confermato il sequestro della nave. Le motivazioni della sentenza verranno rese note entro un mese. La decisione è stata resa nota questa mattina, dopo l’udienza a porte chiuse che si è svolta ieri a Roma. 

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La solidarietà di Proactiva Open Arms. Tra i primi ad esprimere solidarietà nei confronti dei colleghi tedeschi, i responsabili di Proactiva Open Arms che hanno esposto sulla loro nave lo striscione: “Free Iuventa”. La speranza delle ultime ore era che anche per la nave tedesca, ci fosse lo stesso esito positivo toccato alla loro Open Arms, dissequestrata proprio la scorsa settimana. “Il soccorso in mare non è reato, siate forti, siamo con voi”, ha scritto sul suo account il presidente di Proactiva Oscar Camps.

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Le accuse. L’equipaggio della nave è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In particolare la procura contesta due operazioni di soccorso avvenute a settembre 2016 e a giugno 2017, in cui secondo l’accusa i soccorritori avrebbero avuto contatti sospetti con trafficanti di esseri umani. A sostegno di questa tesi una serie di foto scattate da agenti sotto copertura che si trovavano sulla nave Vos Hestia di Save the children. I ricercatori del Forensic Architecture hanno provato a ricostruire i fatti, smontando alcune delle accuse, in una serie di video, disponibili online. (ec)

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