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Il cinema e la sinistra: Virzì come Nanni Moretti

Il regista ha deciso di iscriversi al Pd e ha partecipato a quello che un tempo si chiamava "attivo di sezione" intervenendo durante il dibattito con energia, allegria e saggezza.

Paolo Virzì nella sezione del Pd
Paolo Virzì nella sezione del Pd

David Grieco

18 Aprile 2018 - 09.04


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“Mi stanno simpatici i perdenti”: si è presentato così Paolo Virzì in un circolo romano del Partito Democratico. Il regista ha deciso di iscriversi al Pd e ha partecipato a quello che un tempo si chiamava “attivo di sezione” intervenendo durante il dibattito con energia, allegria e saggezza.
Virzi’ ha detto ciò che in tanti pensiamo: la sinistra oggi si deve misurare con problemi enormi, di portata universale, come l’ambiente, il lavoro, e le condizioni dei più deboli divenuti sempre più deboli. Deve farlo uscendo dai salotti chic e dialogando con le altre forze politiche, a cominciare dal Movimento 5 Stelle. E se i seguaci di Grillo stanno soltanto bluffando, come molti sostengono, “con uno che bluffa, bisogna andare a vedere, così mi dicono i miei amici che giocano a poker…”
Paolo Virzi’ ha fatto un bellissimo intervento. Ha ricordato a me e a molti altri ciò che fece Nanni Moretti quasi vent’anni fa, nel 1990, quando documentò da par suo il dibattito incandescente e appassionato che nacque nelle sezioni del Pci che si apprestava a diventare Pds, realizzando un documentario, “La Cosa”, che rimane una delle sue più belle cose in assoluto.
Ma guardando le immagini di Virzì e paragonandole a memoria con quelle di Nanni Moretti, il risultato appare clamorosamente avvilente. Davanti a Nanni Moretti c’erano compagni di tutte le età che si agitavano e si dannavano l’anima per capire come e dove andare possibilmente tutti insieme. Davanti a Paolo Virzì che parlava c’erano quasi esclusivamente anziani corrucciati, che non aprivano bocca e solo qualcuno stancamente applaudiva.
Quello che è successo in questi vent’anni è assai difficile da raccontare, e non possiamo continuare a raccontarlo soltanto infamando Matteo Renzi.
La sinistra l’abbiamo distrutta noi di sinistra, giorno dopo giorno. Siamo invecchiati diventando pavidi, aridi, inutili. Se questo è oggi il nostro zoccolo duro, siamo effettivamente destinati ad estinguerci. E non c’è bluff che tenga.
Grazie Paolo. Anche per averci fatto capire questo.

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