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Fassina: "bisogna ripensare la sinistra per scongiurare la sua scomparsa"

L'esponente di LeU: "il M5s ha raccolto il nostro elettorato, dobbiamo essere disponibili al confronto"

Stefano Fassina
Stefano Fassina

globalist

9 Marzo 2018 - 15.56


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Stefano Fassina torna a parlare del dopo voto analizzando la batosta della sinistra, ai margini in tutti i Paesi europei se non sparita, e confermando l’apertura nei confronti del M5s di Luigi Di Maio che ha raccolto il voto di quegli interessi economici e sociali che dovrebbero essere il riferimento della sinistra.
“C’è un dato politico – ha affermato Fassina – dal quale partire: il Paese ha espresso a grande maggioranza un voto per il cambiamento, per un’alternativa e l’interprete principale di questo voto di alternativa è il M5s. Non vale il riferimento alla coalizione di centrodestra, perché con questa legge elettorale le coalizione erano palesemente finte. Sul piano politico quindi si dovrebbe partire dal movimento che ha raccolto il maggior numero di consensi”.
“Il M5S – ha aggiunto Fassina – ha raccolto il voto di quegli interessi economici e sociali che dovrebbero essere il riferimento sociale della sinistra, ma lo sono sempre meno. Io li chiamo gli esclusi: dai disoccupati meridionali, ai giovani professionisti, ai lavoratori precari, alle libere imprese e al commercio. E’ chiaro che avremmo preferito rappresentare noi queste persone, ma li ha raccolti in larghissima misura il M5s, quindi noi dobbiamo essere disponibili al confronto. Poi vediamo cosa viene messo sul tavolo e decidiamo. L’atteggiamento vendicativo di chiusura del Pd è molto grave, dimostra di non aver capito il senso profondo del voto e gioca al tanto peggio tanto meglio. La campagna elettorale è finita e dobbiamo guardare agli interessi a cui teniamo”.
Tra questi sicuramente per Fassina c’è il futuro della sinistra che non passa da nuovi leader o segretari. E rispondendo ad una domanda su Nicola Zingaretti, che dopo la riconferma nel Lazio ha annunciato che correrà per le primarie del Pd, Fassina taglia corto: “non è un problema di persone. A me pare che questo voto metta in evidenza anche in Italia un dato chiaro in tutta l’Ue: la sinistra storica in tutte le sue articolazioni è al margine in tutti i Paesi europei, in alcuni casi è addirittura sparita. Il punto è che gli eredi della sinistra storica devono guardare ai valori di fondo”.

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