Provocazione dei nipotini del duce: marchiate le case degli antifascisti

Sulla vicenda delle abitazioni di decine di antifascisti "marchiate" con adesivi durante la notte sono in corso accertamenti da parte delle forze dell'ordine di Pavia.

Provocazione dei nipotini del duce: marchiate le case degli antifascisti

Provocazione dei nipotini del duce: marchiate le case degli antifascisti

globalist 3 marzo 2018

"Qui ci abita un antifascista": è la scritta che compare sugli adesivi, stampati con caratteri utilizzati da formazioni dell'estrema destra, che sono stati attaccati la scorsa notte all'ingresso delle abitazioni di diversi attivisti pavesi impegnati contro fascismo e razzismo. Sugli adesivi compare il simbolo della rete antifascista barrato, come se si trattasse di un divieto. A scoprirlo sono stati oggi gli stessi attivisti, tra i quali anche alcuni indagati per una marcia antifascista non autorizzata che si è svolta in città a novembre.



Sulla vicenda delle abitazioni di decine di antifascisti "marchiate" con adesivi durante la notte, tra cui quelle dell'assessore alla cultura Giacomo Galazzo, esponente di LeU, di alcuni attivisti dell'Anpi locale e delle Rete Antifascista, sono in corso accertamenti da parte delle forze dell'ordine di Pavia. Secondo una prima ipotesi, la 'costruzione' degli adesivi e i caratteri utilizzati per la scritta - "Qui ci abita un antifascista", con il simbolo della stessa rete antifascista barrato come se si trattasse di un divieto - portano a ritenere che si tratti di un azione organizzata da estremisti di destra.


La reazione de L'Italia in Comune “Il movimento politico L'Italia in Comune esprime una ferma condanna nei confronti dell'ennesimo atto di violenza da parte di chi oggi a Pavia ha riproposto immagini drammatiche con la ghettizzazione degli antifascisti, le cui case sono state marchiate con adesivi vergognoso". Lo afferma in una nota Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e coordinatore de L'Italia in Comune, il partito dei sindaci nato lo scorso 3 dicembre che raccoglie oltre 400 tra sindaci e amministratori locali di tutta Italia.




"Come primo cittadino ho deciso di marchiare anche il mio Comune con l'adesivo qui c'è un sindaco antifascista", afferma Pascucci. "L'Italia in Comune invita i sindaci di tutta Italia ad appendere l'adesivo antifascista in tutte le sedi istituzionali dei Municipi perchè siamo convinti che l'antifascismo sia un principio cardine, un valore non negoziabile custodito nella Costituzione italiana che va difeso con forza dalle inaccettabili violenze di una frangia sempre più pericolosa che intende rievocare uno dei periodi più bui della nostra storia". 


“L'Italia in Comune nasce con l'obiettivo di mettere insieme le esperienze amministrative nel nome della Costituzione italiana e dei suoi valori di pace, democrazia e uguaglianza che devono essere la guida per chiunque abbia la responsabilità di rappresentare le istanze dei territori. Non c’è opportunità di sviluppo - prosegue la nota di Pascucci - se non sono per prime le Istituzioni a tenere alti questi valori e a difendere i cittadini da ogni forma di intolleranza e razzismo. La sfida ai violenti - conclude il primo cittadino di Cerveteri - deve essere condotta per prima cosa sul piano culturale e per questo invitiamo tutti i Comuni ad investire di più su iniziative pubbliche per ricordare il giorno della Memoria, la Festa della Liberazione e tutte le vittime del fascismo, rivolgendosi soprattutto ai giovani per far sì che ciò che è stato sia sempre vivo nella memoria delle generazioni future”.