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Macerata, il sindaco insiste: "siamo stati usati politicamente. Lasciateci in pace"

Carancini: "sabato scorso per tanti ero il nemico, ma bisognava ragionare prima di marciare"

La manifestazione antifascista e Macerata
La manifestazione antifascista e Macerata

globalist

12 Febbraio 2018 - 09.40


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“Siamo stati usati politicamente. E’ parso chiaro a tutti noi maceratesi”. Così il sindaco di Macerata, Romano Carancini, è tornato a parlare con alcuni giornali della manifestazione di sabato scorso contro tutti i razzismi e tutti i fascismi.
“E’ stata una prova difficile, ha detto il sindaco, prima nella gestione dell’emergenza, per l’assalto dei media e della politica che hanno spadroneggiato. Ora, come ha detto il vescovo, è il tempo dei cocci, della riflessione su quello che è successo” e cioè che “siamo stati usati. E’ parso chiaro a tutti noi maceratesi”.
La manifestazione antirazzista e antifascista di sabato alla quale non ha partecipato? “Io non potevo e non posso vietare alcuna manifestazione. Ho chiesto, ha detto il sindaco Carancini, che fosse una settimana di silenzio, era un ragionamento così folle? Non parlavo alla politica ma all’anima della città. Sabato lo sapevo che per tanti ero il nemico, a destra e a sinistra, ma io non ero affatto contro la manifestazione, non dico che non fosse importante. Ma c’erano pochi maceratesi, tanti non ci si sono ritrovati”.
“Se continuiamo solo a fare manifestazioni mostrando forza muscolare, numeri e slogan, graffiamo appena la superficie. La ritualità, ha aggiunto Carancini, non va abbandonata, va superata. Bisognava ragionare, far capire, preparare, prima di marciare. Non bastano più i riti e le messe: c’è stato uno scatto in avanti, dobbiamo capire come mai pezzi di società civile, direttamente o larvatamente, siano portati a giustificare ambiguamente alcuni fatti”.
Poi il sindaco di Macerata ha parlato della manifestazione che sta organizzando per domenica prossima alla quale parteciperanno solo i rappresentanti locali di associazioni, sindacati e partiti e che si concluderà davanti al monumento ai caduti, dove Luca Traini è stato arrestato avvolto in una bandiera tricolore e facendo il saluto romano.
“Molti attori della città, ha concluso Carancini, prenderanno ago e filo e cercheranno di ricucire il nostro profilo, senza bandiera e con la forza di riprenderci di quel monumento ai caduti violato da Traini. Mi piacerebbe fosse una giornata di silenzio e riorganizzazione, senza pensare a chi è più antifascista dell’altro. Non ci interessa l’appoggio del Pd, ma quello di chi trova insopportabile chi uccide e strazia una ragazza, e chi spara a sei persone. La vita è vita”.

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