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Don Ciotti: "la rinascita dei fascismi e dei razzismi non è folklore. Saremo in piazza"

Il fondatore di Libera: "la devastazione culturale di questi anni sta portando alla luce i suoi frutti velenosi"

don Luigi Ciotti
don Luigi Ciotti

globalist

9 Febbraio 2018 - 15.52


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Libera domani manifesterà a Macerata contro tutti i razzismi e tutti i fascismi se il corteo sarà autorizzato. Un via libera che potrebbe arrivare nelle prossime dal momento che sono in molti ad aver già annunciato la loro presenza a Macerata e che non intendono rinunciare al corteo. I Movimenti, ovviamente, ma anche tante associazioni, rete Futura, i Giuristi democratici, Rifondazione comunista, tra gli altri. E ci sarà anche Libera.
“La storia di Libera, ha detto don Ciotti, è una storia di impegno, di partecipazione e di coraggio. Se la manifestazione viene autorizzata noi ci siamo, ci saremo come ci siamo sempre stati. E che nessuno semplifichi e metta facile etichette. Già avevamo organizzato in tante parti d’Italia, insieme alle altre realtà, la raccolta di firme, affinchè si alzasse la voce forte, ferma e coraggiosa. La rinascita dei fascismi e dei razzismi è qualcosa di reale, non un fatto di folklore o di nostalgia malata. E’ il sintomo, dobbiamo gridarlo, di una democrazia malata, o per lo meno pallida, nel nostro Paese e di una politica che serve poco il bene comune”.
“Il mio primo pensiero, ha aggiunto il presidente di Libera, va a Pamela che non c’è più e a tutte le persone ferite. Abbiamo accettato la proposta degli amministratori di Macerata quando ci hanno detto che era una comunità scossa molto ferita e che era meglio, per un senso di responsabilità, non caricare molto quel contesto. Non è stato e non sarà mai un atto di paura, di debolezza, di arretramento”. 
“Il declino, la devastazione culturale di questi anni, ha aggiunto don Ciotti, sta portando alla luce i suoi frutti velenosi, molto velenosi. In un tempo in cui dominano e ci sono e si toccano con mano le disuguaglianze e le logiche economiche sulle teste e sulle vite delle persone, tutto questo ha un gioco facile e i discorsi che fanno appello all’identità chiusa, ai muri, ai confini fortificati così come quando si riparla di razza bianca, sono discorsi che fanno solo male a sentirli”.
“Il riemergere di queste aberranti ideologie, ha proseguito don Ciotti, sorge anche dalla paura, dall’inquietudine e dalla povertà materiale e culturale. Rischiamo di diventare una società del sospetto, del rancore, dell’odio. Una società senza memoria e dunque senza coscienza di sé. Allora deve alzarsi forte il grido No ai fascismi, No ai razzismi. Noi lo abbiamo sempre fatto. Mai ci siamo sottratti. Non possiamo dimenticare che 80 anni fa sono state promulgate le legge razziali, una pagina vergognosa della nostra storia. Ora dobbiamo esserci ed esserci molto di più”.
Poi una critica a chi sfrutta questa situazione per mero calcolo politico. “Purtroppo, attenzione, certa politica, ha concluso don Ciotti, invece di trovare gli antidoti, li sfrutta e li amplifica per bassi interessi di bottega. Nessuno metta il cappello a Libera, associazione di associazioni. Nella Costituzione ci sono tutte le istruzioni per archiviare una volta per sempre i fascismi, i nazismi, le violenze e le ingiustizie”.

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