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Il sindaco di Busto Arsizio contro la Boldrini: si lamenta del rogo e la denuncio

Il primo cittadino di centro-destra accusa il presidente della Camera di essersi lamentata per una tradizione partecipata da 'famiglie e bambini'

Il rogo alla Boldrini dei giovani padani
Il rogo alla Boldrini dei giovani padani

globalist

28 Gennaio 2018 - 15.07


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Per la serie: la faccia come qualche altra parte anatomica del corpo. Lei, la presidente della Camera, Laura Boldrini, dopo l’ignobile rogo, è andata a Busto Arsizio per contrastare il clima d’odio che c’è nei suoi confronti e
Che le varie componenti della destra alimentano sia contro i migranti, gli stranieri, gli ebrei e in generale contro gli avversari politici.
Ma invece della solidarietà, paradosso dei paradossi, ora cercano di mettere la Boldrini sul banco degli imputati.
“Ora basta. La misura è colma. Dopo le ultime dichiarazioni della signora Boldrini, che ancora, nonostante tutte le spiegazioni e i chiarimenti veicolati anche a mezzo stampa, evoca un presunto clima di odio che albergherebbe a Busto Arsizio, siamo noi a chiedere scuse ufficiali. Venga a Busto a scusarsi con tutti i cittadini per avere offeso la città, la sua reputazione e le sue tradizioni. Chiunque conosca la tradizione della Gioeubia sa perfettamente che si tratta di una festa popolare il cui spirito è quanto più lontano dall’odio che lei e i suoi quattro sostenitori in città continuano a evocare”.

É questa l’incredibile presa di posizione del sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli – ovviamente di centro-destra – che è tornato sulla vicenda del fantoccio con l’effige della presidente della Camera bruciato nei giorni scorsi da un gruppo di giovani militanti della Lega. Boldrini questo pomeriggio è andata nella cittadina del Varesotto, accogliendo l’invito dei tanti “di tante persone che vogliono farmi conoscere quella realtà” e “che si sono sentite a disagio per quello che è accaduto due giorni fa nella piazza dove i giovani padani, insieme al sindaco, hanno dato alle fiamme il mio fantoccio”.

Il sindaco però rilancia e si dice pronto a chiederle “i danni” per quelle affermazioni.
 “Ancora non mi è chiaro se la signora Boldrini continui a ignorare il senso della Gioeubia – continua il sindaco Antonelli – oppure se, pur avendo compreso perfettamente, trovi utile fare campagna elettorale sulla pelle di 84.000 abitanti strumentalizzando un appuntamento partecipato da famiglie e bambini. Da giorni la città è infangata anche a livello nazionale per qualcosa che semplicemente non esiste e che anche la stampa che non conosce Busto Arsizio non ha sentito il bisogno di approfondire per ristabilire almeno la verità dei fatti. Sono pronto a difendere la reputazione della città che ho l’onore di amministrare in ogni sede possibile, se questo attacco strumentale non troverà subito una fine. Sono anche pronto a chiedere alla signora Boldrini i danni per le spese che dovremo sostenere per l’attività straordinaria che la nostra Polizia locale dovrà mettere in campo anche oggi, grazie alla sua visita che si annuncia peraltro sgradita a gran parte della popolazione, a prescindere da cosa voti, ma che certamente non si ritrova nel ritratto infangante che la signora Boldrini sta da giorni diffondendo con la complicità dei suoi quattro supporter locali. Avrei apprezzato che la signora fosse venuta a Busto Arsizio in passato, quando più volte abbiamo ‘chiamato’ il governo e le alte cariche dello Stato a intervenire a favore degli Enti locali, letteralmente piegati da norme ingiuste, che ne svuotano le casse e ne imbrigliano l’attività. Purtroppo non abbiamo mai avuto il piacere di un interessamento alla nostra città in quei momenti, da parte della signora Boldrini. Il cui operato, come presidente della Camera, mi auguro sia stato condotto in modo autonomo e non condizionato da elementi e informazioni volutamente infondate e di parte come quelle che i suoi quattro sostenitori in città le hanno fatto avere a proposito di una festa gioiosa e pacifica come quella della Gioeubia. Sono gli stessi che poi rivendicano il diritto di satira e che ora, ingannandosi di racimolare due voti in più, hanno svenduto la loro città. A questi signori vorrei far sapere che in queste ore la maggiore solidarietà l’ho ricevuta proprio da elettori di sinistra, indignati dalla mistificazione che è stata messa in piedi, perché le radici, e la verità, non hanno colore politico. Ora resto in attesa di scuse ufficiali per il gravissimo danno inferto alla comunità tutta di Busto Arsizio”.
Parole che si commentano da sole. Del resto questa è la destra italiana.

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