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Un muro a Manhattan contro quello che Trump vuole costruire al confine con il Messico

Installazione di un artista messicano: se la gente è unita, dice, può abbattere tutti i muri

Bosco Sodi davanti alla sua installazione
Bosco Sodi davanti alla sua installazione

globalist

8 Settembre 2017 - 08.07


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Un muro, nel cuore di Manhattan, come quello che il presidente Trump vuole realizzare per frenare al confine l’arrivo di clandestini provenienti dal Messico. Un muro, alto due metri e lungo otto, nato nel Washington Square Park e realizzato, utilizzando 1600 mattoni, dall’artista messicano Bosco Sodi.

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L’installazione ha avuto una vita brevissima, perché, gia dopo poche ore, dietro l’invito dello stesso artista, i mattoni – tutti firmati da Sodi – sono stati tolti dai passanti che li hanno portati via come ricordo della performance.
Sodi ha spiegato che l’idea del ”muro di Manhattan” gli è venuta lo scorso gennaio, assistendo per televisione, all’insediamento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Spero di dimostrare, ha detto l’artista messicano, che “quando le persone si uniscono, possono distruggere qualsiasi muro, mentale, politico, psicologico o fisico”.
L’artista ha voluto affidare alla sua opera un altro significativo messaggio: i mattoni che lo compongono sono fatti dai lavoratori messicani.
”Non puoi fare niente di più messicano – ha detto sorridendo -: acqua messicana, suolo messicano, aria messicana, fuoco e terra messicani”.
Il luogo dove Sodi ha eretto il muro non è casuale perché Washington Square Park negli ultimi mesi ha ospitato molte manifestaizoni contro l’amministrazione Trump

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