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Renzi accerchiato: non mi logorate, sfida in direzione

Secondo indiscrezioni l’idea di Prodi è Letta candidato premier.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

Desk2

28 Giugno 2017 - 10.42


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Renzi si sente accerchiato dai “padri” del Pd, da alleati e avversari interni e dalla sinistra tutta. Non ci sta a farsi logorare. L’obiettivo finale, sospettano i suoi, è impedirgli di essere candidato premier alle elezioni o comunque “commissariarlo”: l’effetto sarebbe fargliele perdere, quelle elezioni.

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Perciò l’invito a Dario Franceschini, Andrea Orlando, Nicola Zingaretti e tutti coloro che lo attaccano (“polemiche precostituite”, sostengono i suoi) dopo le comunali è parlare nella direzione del 10 luglio. Lì si vedrà chi ha i numeri, chi ha dalla sua il partito e una proposta seria da rilanciare.

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Renzi accoglie con calma e rispetto l’intervista, che agita non poco i Dem, in cui Walter Veltroni lo invita a “cambiare passo” e presentarsi “per” e non “contro”. E allo stesso modo recepisce il comunicato stampa in cui Romano Prodi replica a un presunto attacco del segretario e dice di avere la tenda già fuori dal Pd. I renziani si guardano spaesati e chiamano il leader: “che cosa hai detto?”, gli domandano. Col passare dei minuti si capisce che il Professore non ha digerito le uscite post ballottaggi in cui Renzi e i suoi hanno bocciato le coalizioni “tenute dal vinavil”, ha decretato il fallimento del modello Pisapia sponsorizzato da Prodi a Genova e ha affermato, in un colloquio con Qn, che “i migliori amici del Berlusca sono i suoi nemici”. I parlamentari Dem sono spiazzati, Graziano Delrio alla Camera è scuro in volto: non si può perdere Prodi, dichiara. La linea del Nazareno la dà un tweet di Matteo Richetti: “la nostra volontà è il contrario” che cacciare Prodi.

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Ma altro discorso è il fuoco di fila che a stretto giro parte dall’interno del partito. Contro Dario Franceschini e Nicola Zingaretti l’irritazione viene a stento trattenuta. Quando i due accusano Renzi di dividere e non unire, arrivano repliche come quella del renziano Ernesto Carbone che accusa il ministro di aver “fiutato il vento” sfavorevole al segretario come – è il sottinteso – fece con Enrico Letta quando passò con Renzi.

L’idea di Prodi. Secondo Prodi con Renzi candidato premier le due aree del centrosinistra sono destinate a guerreggiarsi. 

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Come riporta su La Stampa Fabio Martini partendo da questa premessa Prodi aveva sostenuto la cosa migliore è che Renzi si dedichi a potenziare e irrobustire il partito, mentre come candidato per palazzo Chigi si dovrebbe trovare un candidato che metta d’accordo tutte le aree del centro-sinistra. “Per esempio Enrico Letta. Renzi non ha opposto, sul momento, resistenze a questa via d’uscita. Anche se in quelle ore era parso interessato soprattutto a capire se il Professore avesse intenzione di partecipare alla manifestazione di Pisapia-Bersani il primo luglio a Santi Apostoli. Prodi aveva spiegato a Renzi che lui intende svolgere un ruolo da collante, «sono una specie di Vinavil» e dunque non era sua intenzione essere in piazza”. 

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