Comunali: l'astensione ha penalizzato Grillo, emorragia tra i votanti del Pd

Le primi indicazioni sull'analisi del voto mostrano una realtà problematica per Renzi e M5s

Beppe Grillo al seggio
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12 Giugno 2017 - 07.11


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Dopo gli slogan l’analisti: confrontando i dati con le politiche del 2013, come fatto ad Alessandria, Piacenza e Pistoia, emerge “la pesantissima emorragia verso l’astensione subita dal M5s. Perdite verso l’astensione emergono, rispetto alle politiche, anche nel campo del Pd e del Pdl”. E’ la fotografia scattata dall’Istituto Cattaneo che ha svolto analisi sui flussi elettorali nelle città di Alessandria, La Spezia, Padova, Piacenza e Pistoia.
Mettendo a confronto i dati relativi alle amministrative del 2017 con quelle delle precedenti amministrative del 2012 (o 2014, nel caso di Padova) emergono alcuni elementi ricorrenti. “In primo luogo – emerge dall’analisi dell’Istituto Cattaneo – il bacino dei candidati di centrosinistra ha subito, in diverse città, significative perdite verso l’astensione (tra i cinque comuni qui considerati, Alessandria è l’unica eccezione)”.
“Dal bacino di centrosinistra si notano inoltre flussi diretti verso altre forze politiche – osserva l’Istituto Cattaneo – In secondo luogo, nelle città considerate, il centrodestra ha saputo mantenere maggiormente serrati i propri ranghi”. “Per quel che riguarda, infine, il bacino dei candidati M5s si osserva una dispersione in tante direzioni diverse – aggiunge – Si assiste così a una ristrutturazione della composizione dell’elettorato di questa forza politica”

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Il commento di Beppe Grillo sul suo blog per l’esito delle elezioni amministrative

“Il MoVimento 5 Stelle, con coerenza, si è presentato in tutte le città da solo e candidando le nostre persone, senza calcoli elettorali. In molte città, come a Palermo, siamo la prima lista, abbiamo confermato Roberto Castiglion sindaco di Sarego, facciamo gli auguri al neosindaco di Parzanica e ce la giochiamo al ballottaggio in una decina di comuni, tra cui Carrara. Rispetto al 2012 abbiamo decuplicato i ballottaggi (fu solo uno all’epoca) e siamo cresciuti in tutte le città in cui ci siamo presentati”.

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Al ballottaggio si è tornati al “classico” scontro centrodestra-centrosinistra. A Palermo ormai certa la riconferma al primo turno del candidato di centrosinistra Leoluca Orlando (oltre il 45%). Affluenza in calo rispetto alle precedenti tornate omologhe: ha votato infatti il 60,07% degli aventi diritto.
Doccia fredda per il M5s: secondo i dati ancora non definitivi, i pentastellati sarebbero infatti fuori dal ballottaggio nei capoluoghi di Regione: Genova (dove Beppe Grillo giocava in casa e si è reso protagonista della scelta del candidato Luca Pirondini, cestinando con un “fidatevi di me” Marika Cassimatis scelta dalla rete), L’Aquila e Catanzaro.

Il successo di Leoluca Orlando a Palermo – Per l’altro capoluogo di Regione al voto, Palermo, la corsa alla poltrona di primo cittadino si sarebbe chiusa già al primo turno con la riconferma di Leoluca Orlando, dato a oltre il 45% (in Sicilia vince chi arriva al 40%).

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A Genova è in testa il centrodestra con Bucci – Il candidato sindaco del centrodestra, Marco Bucci, ha conquistato il ballottaggio per la carica di sindaco di Genova con oltre il 38% dei voti, staccando di oltre 5 punti percentuali il candidato del centrosinistra Gianni Crivello, che ha ottenuto il 33,4% delle preferenze. “E’ un risultato storico – ha dichiarato Bucci -. Genova ha voglia di cambiare, di diventare una città moderna che pensa al futuro, una città che può essere la prima città del Mediterraneo. I genovesi vogliono cambiare e questo è il segnale più importante”. “Finisce il primo tempo di una partita giocata, come immaginavamo, sul filo del rasoio”, ha commentato Crivello.
A Verona il centrodestra rompe con il sindaco uscente Flavio Tosi, che ha appoggiato la candidatura della sua compagna Patrizia Bisinella (senatrice del gruppo Fare, ha ottenuto il 23,62% dei voti). A primeggiare è il candidato del centrodestra Federico Sboarina, che porta a casa il 29,3% delle preferenze. La candidata del centrosinistra Orietta Salemi non è andata oltre il 22,4%.

Padova, Massimo Bitonci oltre il 40% – Centrodestra in testa anche a Padova, dove il candidato Massimo Bitonci ottiene oltre il 40% dei voti. Se la vedrà il 25 giugno con Sergio Giordani, candidato per il centrosinistra.

Il ritorno allo scontro centrodestra-centrosinistra a L’Aquila e Catanzaro – “L’esclusione” del M5s riporta al “classico” ballottaggio centrodestra-centrosinistra nelle principali città: succede a L’Aquila, dove, dopo due mandati di Massimo Cialente, se la vedranno Americo Di Benedetto, candidato del centrosinistra (dato al 44-48%) e Pierluigi Biondi, di centrodestra (dato al 41-45%) e dove il M5S con Fabrizio Righetti si ferma a un risultato a una cifra (tra il 4 e l’8%).

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A Catanzaro il secondo turno dovrebbero giocarselo il sindaco uscente, Sergio Abramo del centrodestra, (dato tra il 40 e il 44%) e il candidato del Pd, Vincenzo Antonio Ciconte, (tra il 28 e il 32%). Sembra sfumare invece il sogno di Nicola Fiorita, sostenuto da liste civiche e di sinistra, tra il 21 e il 25%.

Parma e il caso Pizzarotti – Il M5s piange poi anche a Parma, definita esattamente cinque anni fa da Beppe Grillo “la Stalingrado d’Italia”, in quanto primo Comune amministrato dai grillini. Nel centro emiliano l’ex Federico Pizzarotti, espulso dal comico genovese, è in testa con il 37% e sfiderà Paolo Scarpa, candidato del centrosinistra (al 29%).

Affluenza in forte calo, a votare solo il 60,07% degli aventi diritto – Affluenza in forte calo in questo turno di elezioni comunali per eleggere consigli e sindaci di 1.004 città. A votare è andato solo il 60,07% degli aventi diritto: nel 2012, alla stessa ora, nelle omologhe aveva votato il 66,85%. Lo scorso anno, il 6 giugno del 2016, alle comunali aveva votato il 62,14% degli aventi diritto.

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Affluenza, i migliori e i peggiori Comuni – Tra i 21 capoluoghi di Provincia, l’affluenza è andata oltre il 70% a Lecce , a Frosinone e a Rieti. Alta l’affluenza anche a Catanzaro dove ha votato il 72,50%. A Genova meno della metà degli elettori aventi diritto è andata a votare: il 48,38% Bassa l’affluenza anche a Como (49,12%) e a Parma (53,68%); meglio il 58,52% di Taranto. Buona l’affluenza a l’Aquila, dove ha votato il 67,77% degli aventi diritto.

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