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Banca Etruria, Delrio: era mio dovere occuparmene

Il ministro in un'intervista a La Stampa rivendica il suo interessamento da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, a cavallo tra il 2014 e il 2015 alla crisi Banca Etruria.

Graziano Delrio
Graziano Delrio

Desk1

13 Maggio 2017 - 10.38


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“Sono Graziano Delrio. Le volevo dire che sono io l’autore della telefonata alla Popolare dell’Emilia Romagna” e “non ho nulla da nascondere. Mi sono occupato di Banca Etruria come mi sono occupato di Ilva, di Alitalia e tante altre crisi che rischiavano di avere impatti occupazionali, industriali o, come nel caso di Etruria, per i risparmiatori”. E’ così che il ministro Graziano Delrio rivendica, in un’intervista rilasciata a La Stampa, il suo interessamento, da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, a cavallo tra il 2014 e il 2015 alla crisi Banca Etruria.
Il ministro ha spiegato che “sono certamente uno di quelli che aveva sul tavolo tutte le crisi aziendali. Il mio ruolo all’epoca, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, era quello di accompagnare i ministri competenti nella gestione di queste crisi. In questa veste, ho chiamato Caselli e ho chiesto informazioni sulle intenzioni di Bper per Etruria. La risposta fu che era stata esaminata ma Bper aveva deciso di non andare avanti”, “nessuna pressione”.
“Ricordo tra l’altro – ha aggiunto – che il governo in quei giorni stava preparando il decreto sulle popolari”, preisando che “mi sono occupato del problema con i ministri competenti e la Boschi non era tra i ministri competenti. Per quanto mi riguarda, non mi vergogno di essermi occupato di questa vicenda come non mi vergogno di essermi occupato di tutte le altre crisi che ho esaminato in quel periodo”.
Mpd: Delrio parla solo ora, necessaria un’inchiesta

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“Le ammissioni di Delrio sul caso Banca Etruria sorprendono più per la tempistica che per il merito: arrivano con il contagocce quando il caso è ormai esploso e il Governo non può più tacere. Perché non sono arrivate prima? Perché tanta opacità? Parliamo di commissione d`inchiesta da ormai due anni e a questo punto non è più rinviabile. Si faccia chiarezza e si dica tutta la verità”. Lo sollecita Mdp, con una dichiarazione di Arturo Scotto.

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“Vogliamo sapere – afferma- se ci sono state pressioni e vogliamo sapere in che modo il Governo ha agito: se negli interessi del management (confermando così l`ipotesi di un forte conflitto di interessi) o per salvaguardare i risparmiatori. Questo rimpallo di responsabilità e questo balletto di dichiarazioni tardive devono cessare immediatamente”.

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