Renzi finalmente fa autocritica: ho sempre avuto ragione

Il segretario del Partito Democratico spiega di aver pensato "al ritiro" dopo la sconfitta al referendum, ma ora è pronto a ripartire dagli errori

Matteo Renzi

Matteo Renzi

globalist 15 gennaio 2017

Matteo Renzi è tornato a parlare per la prima volta dopo la sconfitta elettorale del 4 dicembre, rilasciando un'intervista in esclusiva al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, a cui ha spiegato come, da segretario, ha intenzione di rilanciare il Pd, ripartendo dai suoi "errori".


"Le nuove polarità sono esclusi e inclusi, innovazione e identità, paura e speranza. Gli esclusi sono la vera nuova faccia delle disuguaglianze, dobbiamo farli sentire rappresentati. L'identità è ciò che noi siamo, senza muri e barriere, e non dobbiamo lasciarla alla destra. Quanto all'innovazione, è indispensabile per non finire ai margini, ma ne ho parlato in termini troppo entusiastici, bisogna pensare anche ai posti di lavoro che fa saltare. Insomma, c'è un gran da fare per la sinistra", ha spiegato Renzi.


"Ho fatto tante riforme senza capire - ha ammesso il segretario del Pd - che serviva più cuore e meno slide", "credo nel Pd, lo rilanceremo con facce nuove e valori forti. Non ho fretta di votare - aggiunge - ma evitiamo un bis del 2013".


"Continuo a pensare - ha detto l'ex premier sulla legge elettorale - che il ballottaggio sia il modo migliore di evitare inciuci. Se la Consulta lo boccerà, c'è il Mattarellum. Con il proporzionale si torna alla Dc".


Sugli istituti di credito l'ex premier ha spiegato: "abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, l'errore l'ha fatto Monti sulla bad bank. Il caso di Boschi padre ci è costato molto. Dissi che Mps era un affare? C'erano le condizioni". Sul cosiddetto Giglio magico, Renzi nega favoritismi: "Mai scelto le persone in base alla fedeltà. L'inchiesta su Luca Lotti? sono sicuro di lui, bene le indagini ma i pm facciano in fretta".


Altra domanda di Ezio Mauro è stata sulla vicenda Consip, a cui Renzi ha detto: "La mia linea è sempre una sola: si vada a sentenza. Noi chiediamo ai giudici di fare presto, sempre", "ovviamente non ho alcun dubbio sulla totale correttezza dei carabinieri e dei membri del governo in questa vicenda".


Renzi ha parlato anche dei Cinque stelle e del leader Beppe Grillo: "Lui vince se denuncia il male. Non se prova a cambiare. Quei ragazzi sono già divisi, si odiano tra gruppi dirigenti, fanno carte e firme false per farsi la guerra. Ma sono un algoritmo, non un partito. Lui è il Capo di un sistema che ripete ai seguaci solo quello che vogliono sentirsi dire, raccogliendo la schiuma dell'onda del web. Dovremmo fare una colletta per liberare la Raggi e i parlamentari europei dalle orrende manette incostituzionali che multano l'infedeltà al partito, ogni ribellione o autonomia. Ma quelli che vedevano la deriva autoritaria nella riforma costituzionale, su questo tacciono".