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Rossi sfida Renzi per la guida del Pd: riscoprire i valori del socialismo

Il governatore della Toscana illustra il suo progetto: l'idea dell'uguaglianza come obiettivo

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, candidato alla segreteria del Pd
Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, candidato alla segreteria del Pd

globalist

3 Ottobre 2016 - 12.49


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Si affilano le armi (dialettiche) per lo scontro su chi avrà la guida del Partito Democratico, ossia se qualcuno scalzerà Matteo Renzi. E in lizza c’è un altro toscano, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, candidato alla segreteria nazionale del Pd.
L’associazione Democraticisocialisti, ideata da Enrico Rossi, è aperta “a tutti quelli che ritengono che l’idea di regolare il mercato, l’idea dell’uguaglianza come obiettivo su cui batterci, e quindi la redistribuzione della ricchezza, sono temi che la sinistra deve rimettere al centro del suo agire politico”. Lo ha detto in un’intervista a Controradio.
L’associazione Democraticisocialisti, ha aggiunto Rossi, “si rivolge sia agli iscritti del Pd che vogliono ricostruire all’interno dello stesso partito un campo di sinistra che metta al centro la questione sociale, ma anche ai non iscritti”.
“Trovo consensi e interesse anche in persone che hanno fatto esperienze nella sinistra italiana, nello stesso partito socialista e poi anche in persone di formazione cattolico-democratica. Anche questo è molto interessante – ha commentato Rossi – Ormai le divisioni del passato appartengono al passato”.
“Se vogliamo davvero spostare a sinistra l’asse del Pd e della politica italiana – ha osservato il presidente della Toscana – è necessario ricostruire un ambito, un campo politico organizzato anche in un’associazione che si richiami esplicitamente all’idea di socialismo che a sinistra è stata l’idea motrice nei secoli passati e che rivista, senza riproporla con le polemiche, con le diatribe che hanno caratterizzato la sinistra nel secolo passato, deve essere secondo me l’idea forte, vincente per il secolo nuovo”.
Rossi ha detto infine che tra i simpatizzanti della sua associazione ci sonio “molti giovani che si interessano, nati dopo l’89, dopo la caduta del Muro di Berlino, per i quali, dunque, il socialismo è una parola assolutamente nuova”.

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