Caos a 5 stelle: Raggi perde pezzi

Lasciano Raineri e Minenna. Si dimettono anche Rettighieri e Brandolese (Atac) e Solidoro (Ama). M5s blinda la Raggi: “Resta al Campidoglio”. Di Maio: "Domani le nuove nomine".

Da sinistra: Alessandro Solidoro, Armando Brandolese, Carla Romana Raineri, Marco Rettighieri e Marcello Minenna
Da sinistra: Alessandro Solidoro, Armando Brandolese, Carla Romana Raineri, Marco Rettighieri e Marcello Minenna
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1 Settembre 2016 - 22.22


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Prima crisi per la giunta Raggi. A 70 giorni dalle elezioni, il Movimento 5 stelle affronta la giornata più dura da quando la sindaca è arrivata al Campidoglio. Dopo la revoca della nomina del capo di gabinetto, Carla Raineri – finita al centro delle polemiche per il suo mega stipendio da 193mila euro l’anno – , hanno lasciato il loro ruolo: l’assessore al Bilancio, Marcello Minenna, il dg Atac Marco Rettighieri e l’amministratore unico Armando Brandolese e anche il neo presidente di Ama Alessandro Solidoro, arrivato al vertice dell’azienda appena un mese fa. Proprio Solidoro, ha spiegato una nota Ama, “ha ritenuto venute meno le condizioni per l’incarico”, che gli era stato affidato dall’assessore dimissionario Minenna. La Raggi perde così due pezzi importanti della le Giunta, oltre a dover gestire adesso le nuove nomine dei vertici Atac e Ama.

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La sindaca, in risposta all’ondata di dimissioni, ha deciso di non partecipare al consiglio comunale, ha annullato la Giunta e ha riunito la sua maggioranza. La riunione, secondo chi ha partecipato, è stata “molto accesa”. La sindaca è stata laconica nel suo commento: “Siamo al lavoro per trovare personalità di rilevo per il rilancio della città. Non ci fermiamo”.

Di Maio: domani nuove nomine. Nel caos della giornata odierna, è intervenuto Luigi di Maio che ha tenuto la stessa linea della sindaca, e ha provato a mettere ordine ribadendo che Raggi non lascerà il Campidoglio: “Oggi a Roma abbiamo avuto le dimissioni del Capo di gabinetto, di un assessore, dei vertici Atac e Ama. Tutti parlano di caos e bufera su Roma, parlano di fallimento, dicono che Virginia Raggi se ne dovrebbe andare. Io dico soltanto una cosa: questo è solo l’inizio, chi pensa che governare Roma sia una cosa semplice ha sbagliato totalmente linea di pensiero. Governare Roma è un atto di coraggio che ci siamo assunti dopo che tutti gli altri partiti l’hanno distrutta”. Il vice presidente della Camera ha poi aggiunto: “Domani -nominiamo il nuovo assessore, il nuovo capo gabinetto, nomineremo i nuovi vertici delle aziende e andiamo avanti. Noi a Roma vogliamo cambiare tutto, l’abbiamo promesso e lo faremo”.

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Minenna su Facebook: raggiunti importanti risultati. L’assessore uscente Minenna sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Tutta la mia carriera professionale è sempre stata al servizio dello Stato e dei cittadini, con la massima trasparenza e il rispetto delle leggi. Proprio questo mio senso di chiarezza e del dovere mi spingono a condividere con voi il lavoro fin qui svolto per l’amministrazione di Roma Capitale, nella mia funzione di Assessore al Bilancio, Patrimonio e Partecipate. In questo breve tempo sono stati raggiunti alcuni importanti punti di programma del Movimento 5 Stelle di Roma, quali lo scongiurare l’aumento delle tariffe dall’acqua, il gettare le basi per la chiusura degli sportelli di Equitalia in Roma e tanti altri che ho riassunto nelle tabelle che pubblico.Tutti questi risultati sono stati possibili grazie al grande impegno dimostrato dai dirigenti, dai dipendenti di Roma Capitale e delle Società Partecipate, nonché dal mio magnifico Staff. A tutti quanti e a tutti voi cittadini un grandissimo grazie!”.

Taverna (M5s): l’ho appreso dai giornali. Paola Taverna, membro del mini-direttorio M5s che affianca la Raggi, ha spiegato: “Apprendo la notizia dai giornali. Siamo in attesa di conoscere le motivazioni. Certo è che se la giudice Raineri e l’assessore Minenna dovessero formalizzare le loro dimissioni, questo rappresenterebbe una gigante perdita per la giunta. Sono due figure la cui professionalità è riconosciuta a livello internazionale e sarebbe un duro colpo”. Stesso stupore è stato espresso da Paolo Ferrara: “Non ho idea, l’ho appreso ora. Adesso vedremo il perché”.

Le dimissioni. Il motivo delle dimissioni di Minenna e Rainieri sono dovute ai pareri discordanti sulla regolarità o meno della nomina della magistrata. Secondo le opposizioni, infatti, l’incarico di capo di gabinetto andava assegnato con un bando e non a chiamata diretta. Ha scritto la sindaca Raggi su Facebook alle 5 di mattina annunciando la decisione: “Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il ‘palazzo’ deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S”. “Sulla base di due pareri contrastanti – ha aggiunto Raggi – ci siamo rivolti all’Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della dottoressa Carla Romana Raineri a capo di Gabinetto va rivista in quanto la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l’articolo 90 Tuel” e l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 Tuel è da ritenersi impropria”. “Ne prendiamo atto e conseguentemente, sarà predisposta l’ordinanza di revoca”. L’Anac ha spiegato che c’è stata un’applicazione errata e contraddittoria del Testo unico enti locali da parte dell’avvocatura capitolina, la quale nei pareri resi su richiesta della sindaca di Roma, Virginia Raggi, per la nomina di Carla Raineri, ha sovrapposto norme che disciplinano situazioni diverse. Questa errata applicazione sarebbe alla base anche della delibera con cui è stato determinato il compenso di Raineri.

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Pd all’attacco. “Che errore per Raggi non essere stata trasparente come chi ha annunciato prima di elezioni Giunta e capo gabinetto. Conto lo paga la città”, ha scritto su twitter il deputato dem Michele Anzaldi. “Assistiamo attoniti alla resa dei conti del Movimento 5 stelle”, ha aggiunto Michela di Biase, capogruppo Pd in assemblea capitolina, che aggiunge: “una trasparenza solo annunciata; il sindaco Raggi è prigioniera di correnti e rese dei conti che in questo modo destabilizzano tutta l’amministrazione”.

Giachetti: dimissioni prevedibili, Roma merita di più. “Non faccio commenti, ma non mi sembra di vedere nulla di nuovo”, ha detto Giachetti candidato sindaco alle ultime elezioni di Roma, sconfitto proprio da Virginia Raggi. “Le dimissioni erano prevedibili purtroppo. Dico purtroppo perché io tengo molto a Roma che si merita qualche cosa di meglio”.

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