Vignettisti per il no: con la matita contro la riforma costituzionale

Iniziativa contro la riforma: il progetto con la benedizione del fumettista Danilo Maramotti

Vignettiti per il no

Vignettiti per il no

globalist 21 giugno 2016

Per dire no al referendum costituzionale di ottobre scendono in campo anche i vignettisti. È nato infatti il movimento “Vignettisti per il No”. ideata da Luisa Marchini e promossa da “Salviamo la Costituzione-Bologna” e dal “Coordinamento per la democrazia Costituzionale”, si propone di lanciare sul web un invito a tutti i vignettisti, noti o meno noti, perché inviino vignette che abbiano per oggetto singoli articoli della Costituzione, ma soprattutto il progetto di riforma Renzi-Boschi e le ragioni di chi lo ritiene una iattura per la democrazia. A “benedire” l’iniziativa anche Danilo Maramotti, una delle grandi firme dell’Unità mandate a casa dopo l’allineamento del quotidiano al Renzi-pensiero.


L’idea è anche quella di stampare le vignette su fazzoletti di stoffa per farle sfilare per le vie delle città con un duplice scopo: respingere l’attuale riforma e offrire messaggi rapidi e incisivi sui contenuti della Costituzione.


 



 


Luisa Marchini è stata a lungo consulente giuridico-economica del Gruppo Repubblicano al Senato, e nel 2006 lanciò le “Cartoline della Costituzione” quando il “Comitato bolognese per il No” si era battuto contro la riforma voluta dalla destra berlusconiana. Le cartoline furono realizzate da autori di fama nazionale o addirittura internazionale come Pablo Echaurren, Dario Fo, Danilo Maramotti, Riccardo Marassi, Alberto Rebori, Luciano Vandelli, Wolfango, Sergio Staino.


“Questa può essere definita la ‘riforma di Scilipoti‘ – ha dichiarato Maramotti, ribadendo il suo fermo no alla riforma costituzionale– in un paese di 60 milioni di abitanti che ha paura di qualche migliaio di migranti, i veri ‘migranti’ sono in parlamento. Nella 27ma legislatura ci sono state 325 ‘migrazioni’ da un gruppo parlamentare all’altro che hanno coinvolto 246 parlamentari. È  incredibile che i voltabandana oggi riscrivano la Carta fondamentale della Repubblica. Con questa legge elettorale si toglie il potere all’elettorato e lo si consegna a un ristretto , anzi ristrettissimo gruppo politico. Oggi c’è Renzi al governo, ma domani potremmo ritrovarci Salvini… Il governo dice che questa riforma consentirà di risparmiare tempo e denaro ma, come dice giustamente Lidia Menapace, da questo punto di vista c’è un sistema ancora più rapido, semplice ed economico ed è la dittatura. Il problema è che non c’è più un’opposizione e anche i 5Stelle a volte sembrano strutturati come Scientology. Se la Raggi deve rispondere allo Staff che risponde a Grillo tanto vale votare lo Staff o direttamente Grillo”.