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Beppe Sala per un pugno di voti sopra Parisi: sarà ballottaggio

Spoglio al cardiopalma, trema il centrosinistra. L'uomo expo prediletto di Renzi a 1205 sezioni su 1248, segna il 41,65% contro il 40,84% per l'esponente di centro-destra.

Giuseppe Sala
Giuseppe Sala

globalist

6 Giugno 2016 - 00.36


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Un duro colpo per il centro-sinistra. Mentre da Roma ci si aspettava un risultato non positivo (più giustificabile dopo Mafia Capitale e il flop Marino) è a Milano che le cose non stanno andando proprio bene per il Pd di Renzi.

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Il buon margine iniziale (intorno ai 5 punti) che stava facendo sorridere i sostenitori di Beppe Sala si è via via assottigliato fino a scendere e a scomparire. La batosta è arrivata intorno all’1,30. Una situazione improvvisamente ribaltata rispetto alla fotografia che stavano scattando le proiezioni dei sondaggisti.

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Dynamic 1

Il testa a testa verso il ballottaggio tra i due manager si è trasformato in una battaglia punto su punto, con Parisi in vantaggio – anche se di una manciata di voti – per gran parte della notte. Tanto che quando le sezioni scrutinate avevano superato la metà del totale (672 su 1248), Sala e Parisi erano praticamente appaiati, ballando sul filo del 41%. E lo sono stati fino al mattino: alle 8, mancavano ancora diverse sezioni: l’ex uomo di Expo recuperava un po’ di vantaggio, le cifre sul finale (1205 sezioni su 1248) segnano 41,65% per Sala, 40,84% per Parisi.

Una notte infinita, scandita da una parte dalle dichiarazioni sempre più incalzanti di mr Chili che annusava la rimonta, dall’altra dal silenzio di mr Expo che ha annullato la conferenza stampa delle 3 per rimanere chiuso con il suo staff nel suo quartier generale sempre più vuoto. Una corsa al cardiopalma, giocata voto su voto.

Dynamic 2

Confermati i piazzamenti degli altri candidati, sulla falsa riga delle proiezioni: Gianluca Corrado (M5s) che viaggia attorno al 10%, Basilio Rizzo (Milano in Comune) che conquista il 3,4%. Un bottino, quello di Rizzo, che nel testa a testa Sala-Parisi potrebbe diventare sempre più fondamentale per il centrosinistra.

 

Dynamic 3

L’affluenza. Mai così male Milano. Alle 23 l’affluenza si ferma al 54,6%, il peggior dato di sempre. Sotto la media per tutta la giornata il numero degli elettori alle urne in città, complice il lungo ponte. Alle 12 l’affluenza era stata del 15,56%, del 42% alle 19. Tra i municipi, a segnare il dato peggiore quello del centro in zona 1.

Il peso dei partiti
Il primo round è servito anche a delineare il peso delle coalizioni e delle liste. Il Pd si conferma primo partito della città con il 28,6. Un risultato praticamente identico a quello delle Comunali del 2011, quando i dem arrivarono al 28,64 per cento (in termini assoluti: 170.994 voti). Niente a che vedere con l’exploit del partito a trazione renziana alle Europee del 2014: allora, nel momento di massimo splendore, l’ex ditta arrivò a toccare quasi il 45 per cento.
 
Il derby nel centrodestra: FI doppia la Lega
E passiamo ai derby. Perché, certo, Forza Italia e Lega, sono alleati, ma gli azzurri e il Carroccio si contendevano la supremazia nel centrodestra. Conteneva anche questo bonus la partita di Milano. Alle ultime Comunali, il Pdl partì al 28,7 per cento (171.585 voti). Alle Politiche del 2013 scese al 20,4 (146.282 voti), perdendo oltre 25mila voti. Una discesa continua fino al 16 per cento di Forza Italia (più il 2,75 di Fratelli d’Italia) delle Europee di due anni fa.  Cinque anni fa, invece, la Lega era crollata al 9,6 per cento, poi ulteriormente al 6,3 alle Politiche per poi ingranare nuovamente la marcia alle Europee: 7,44 per cento. Adesso, ed è questo l’altro risultato politicamente rilevante, gli azzurri non solo si confermano davanti alla Lega di Salvini, ma sono il secondo partito in città: 20,3 per cento contro il 12 per cento del Carroccio. Un traguardo che sembrerebbe premiare la scommessa di Berlusconi. Non sfonda la lista civica di Parisi, ferma attorno al 3 per cento. Nel centrodestra un ulteriore responso arriva per i Popolari di Maurizio Lupi appena sopra il 3 per cento. Fratelli d’Italia si attesta al 2,4.

Dynamic 4

Le dichiarazioni di Stefano Parisi: “Siamo molto contenti di quello che sta accadendo, il candidato di centrosinistra sta sotto le previsioni”.
“Sono orgoglioso della coerenza e del contributo fondamentale della Lega al centrodestra – ha aggiunto Salvini -. La bassa affluenza e’ stata voluta da una vergognosa scelta di Renzi. Adesso contiamo di recuperare ai ballottaggi”.

 

Dynamic 5

Mirabelli (Pd) A Milano in buon lavoro. Il primo exit-poll che vede in testa il candidato del centrosinistra Beppe Sala per il senatore Dem Franco Mirabelli “è un dato che conferma le sensazioni di queste settimane, che abbiamo fatto una buona campagna elettorale. Ora vediamo come si sostanza questo dato- prosegue il senatore -Sappiamo che c’è una partita aperta, andremo al ballottaggio e avremo anche a quindici giorni per convincere ancora più milanesi che la proposta di Beppe Sala è la migliore per Milano”, conclude. 

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