In 13 milioni per scegliere i sindaci: test per il governo Renzi

Per rinnovare le amministrazioni comunali in 1.342 comuni. Le sfide più rilevanti sono Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino. Si può votare fino alle 23.

Scheda

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globalist 5 giugno 2016

Oltre 13 milioni di italiani sono chiamati a rinnovare le amministrazioni comunali e a eleggere il sindaco di 1.342 comuni, di cui 7 comuni capoluogo di Regione: Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino, Cagliari e Trieste e 18 comuni capoluogo di provincia: Benevento, Brindisi, Carbonia, Caserta, Cosenza, Crotone, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Rimini, Salerno, Savona, Varese, Villacidro. I seggi hanno aperto alle 7.00 e chiuderanno questa sera alle ore 23.00, nelle regioni a statuto ordinario e in Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia, per l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali nonché dei consigli circoscrizionali. Subito dopo lo spoglio delle schede. L'eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 19 giugno, sempre dalle 7.00 alle 23.00. Il Viminale ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto, dovranno esibire, oltre a un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale personale a carattere permanente. Sullo sfondo l'incognita astensionismo.


 


Ecco il Vademecum: orari, schede, seggi, tutto sul voto.


 


L’incognita Roma. La sfida nelle città capoluogo di provincia parte da uno status quo che vede in netto vantaggio il centrosinistra. In 20 comuni capoluogo su 25 il sindaco uscente è di centrosinistra, in un caso è eletto da una lista civica di centrosinistra e solo in quattro casi è di centrodestra. Il centrosinistra ha governato negli ultimi cinque anni a Milano, Napoli, Torino, Bologna, Cagliari, mentre a Roma il caso è decisamente più complicato. Nelle città sopra i quindicimila abitanti quello di oggi è con grande probabilità il primo atto del voto: se nessun candidato supererà il 50% più uno dei voti si andrà al ballottaggio tra i primi due, domenica 19 giugno. 


 


Per le tre forze principali le elezioni comunali sono un test importante.  La politica italiana vive una fase di grandi divisioni anche all’interno delle tre principali forze: il Pd che governa il Paese, il Movimento 5 Stelle e il frammentato centrodestra all’opposizione. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha fatto campagna elettorale per gli uomini del Pd pur ribadendo che il voto sul governo arriverà in ottobre con il referendum costituzionale. Se i suoi candidati forti dovessero uscire male dal voto il segnale arriverebbe anche a Palazzo Chigi. Il Movimento 5 Stelle attraversa una fase delicata dopo le guerre intestine, la morte di Gianroberto Casaleggio e il ruolo apparentemente distante di Beppe Grillo: a Roma il candidato a 5 stelle sembra in vantaggio ma in tante piazze il Movimento non è nemmeno riuscito a schierare una vera proposta. Il centrodestra continua la sfida interna nel tentativo di misurare le forze e stabilire una leadership chiara dopo Silvio Berlusconi, a partire dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. 


 


I primi dati. L'affluenza, vero incubo di questa consultazione elettorale, alle 12 è del 17,99% per cento. Milano è al 16,13%, Roma (la peggiore tra le grandi città capoluogo) al 14,81%, Napoli al 16,49. la città capoluogo più virtuosa è stata Latina con il 21,93 per cento dei votanti. Nella precedente tornata elettorale in molti comuni le elezioni si erano svolte in due giorni.


 



 


Come si vota.


 


Comuni con popolazione sopra i 15.000. La scheda riporta i nomi e i cognomi dei candidati a sindaco in un apposito rettangolo sotto il quale sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato. L'elettore può votare: - per un candidato a sindaco, con un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate (con un segno sul relativo contrassegno); in questo caso il voto è valido sia per il candidato sindaco sia per la lista collegata scelta; - per un candidato a sindaco e per una lista non collegata: il voto così espresso è attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista prescelta non collegata (voto disgiunto); - per un candidato a sindaco, con un segno sul relativo rettangolo, non segnando alcun contrassegno di lista: il voto è attribuito solo al candidato sindaco; - per una delle liste tracciando un segno sul relativo contrassegno: il voto così espresso è valido sia per la lista sia per il candidato sindaco collegato; - solo per candidati alla carica di consigliere comunale, scrivendone il nominativo nelle righe stampate a fianco del contrassegno della lista di appartenenza dei candidati votati, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa. Ogni elettore può manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale; nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza. Qualora nessun candidato abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti validi, per l'elezione del sindaco si procede al turno di ballottaggio tra i due candidati più votati.



Comuni con popolazione sotto i 15.000 abitanti. L'elettore può votare: - con un segno di voto solo sul nominativo di un candidato a sindaco; - con un segno di voto sia sul contrassegno di lista, sia sul nominativo del candidato alla carica di sindaco collegato alla lista votata; - con un solo segno di voto sul contrassegno di lista; il voto è ugualmente valido sia per la lista votata, sia per il candidato alla carica di sindaco a essa collegato; - manifestando il voto di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale. Nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti ogni elettore può manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale (non più di due voti nei comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti). Nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti si procede al turno di ballottaggio per l'elezione del sindaco solo in caso di parità di voti fra i due candidati alla carica di sindaco che hanno ottenuto il maggior numero di voti.