Prescrizione, Alfano accusa: nel Pd residuo giustizialista

No a maggioranze trasversali sul testo. Ap chiede il ritiro delle proposte emendative dei relatori del Pd. Alfano: "Dopo il referendum, decideremo"

Angelino Alfano

Angelino Alfano

globalist 27 maggio 2016

Sulla prescrizione è scontro politico dopo le dichiarazioni del capogruppo Ap al Senato, Renato Schifani, contrariato dalle proposte emendative proposte dai due relatori del Pd- Le norme, ha detto Schifani, "si pongono in direzione esattamente contraria agli impegni precedentemente assunti dal ministro Orlando. Invitiamo i colleghi Casson e Cucca al ritiro immediato delle loro proposte mai discusse e non condivise all'interno della coalizione", ribadendo il "no" alla formazione di "maggioranze trasversali" sul testo.


"Ho parlato con i senatori Casson e Cucca - ha spiegato il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda - che mi hanno comunicato che gli emendamenti da loro presentati in tema di prescrizione sono ipotesi di lavoro. Il loro contenuto sarà quindi oggetto di analisi e confronto nei prossimi giorni nel gruppo del Pd e con la maggioranza e in Commissione".


Il ministro dell'interno Angelino Alfano ha ribadito che quello sulla prescrizione "è un punto importante che investe il Pd. C'è nella commissione Giustizia del Senato un'area giustizialista storica della vecchia sinistra, lì c'è un residuo giustizialista". Alfano ha aggiunto: "Ancora una volta il Pd sarà chiamato a scegliere tra la vecchia sinistra giustizialista, legata a un'idea che non prevede garanzie per il cittadino e chi come noi ha un profilo più riformatore". Infine il ministro ha ribadito la posizione di Ncd: "Noi diciamo che c'è un tempo della prescrizione che possiamo allungare ma non può essere eterno". "Dopo il referendum di ottobre, arrivati a quel bivio ci riuniremo e decideremo. Riterrò una missione compiuta la vittoria del sì e poi valuteremo e decideremo come proseguire", ha continuato il leader di Ncd, ma "dovremo fare un bel tagliando, e non lo dico a Renzi o al governo, ma a noi stessi" perché "ci sono milioni di persone che non vogliono iscriversi al Pd e neppure stare sotto Salvini e possono guardare a noi".


"La questione con Renzi- ha continuato Alfano rispondendo alle domande dei giornalisti - è reciproca: siamo noi che a ottobre faremo una bella assemblea e diremo: missione compiuta. Noi abbiamo rotto, a suo tempo" col governo Berlusconi "perché il paese nel 2013 non andasse nel baratro e abbiamo fondato un partito senza i media nè un euro di finanziamento pubblico". Quanto all'attuale governo, "abbiamo realizzato le cose per le quali ci eravamo sempre battuti. A volte lo dico con ironia, perché io sono stato ministro giustizia col governo Berlusconi, ma la responsabilità civile magistrati l'abbiamo fatta adesso, non allora. Abbiamo detto sempre detto che volevamo eliminare l'art. 18 e non lo abbiamo fatto quando eravamo nel governo di centrodestra, lo stiamo facendo ora. Le cose non si fanno con il potere, ma con la convinzione". Dopo il referendum "ci riuniremo e decideremo come proseguire. Ma ricordo che noi non abbiamo avuto bisogno di alleanze per entrare al Parlamento europeo: non abbiamo nessuna paura della solitudine".