Financial Times contro Grillo: una zavorra per il Movimento 5 stelle

Dopo la battutaccia contro il neo sindaco di Londra, la stampa britannica si scaglia contro Grillo: così mette a rischio la credibilità dei pentastellati.

Beppe Grillo

Beppe Grillo

globalist 17 maggio 2016

Beppe Grillo? Potrebbe essere una zavorra per il Movimento 5 Stelle. A scriverlo è il Financial Times in un articolo sugli affari europei firmato da Tony Barber. Il pezzo è l’ultimo in ordine di tempo contro il leader dei penta stellati, a cui la stampa britannica non ha perdonato le uscite sul neo eletto sindaco di Londra, Sadiq Khan. Proprio a Khan, Grillo sabato sera, durante il suo show al Gran Teatro Geox di Padova, aveva dedicato l'unica battutaccia politica dello spettacolo, definendolo, tra l’altro sbagliando, "bangladesciano": "Voglio poi vedere quando si fa saltare in aria a Westminster...", aveva tuonato il comico.


 


Dare del terrorista al sindaco della città più importante del Regno Unito è uno scivolone che la stampa britannica, a differenza di quella italiana, non perdona: secondo il  Financial Times  è una caduta così grave da poter creare problemi alla candidata del M5s nella corsa a sindaco di Roma e al vicepresidente della Camera Luigi Di Maio "a caccia di credibilità internazionale". Ma non solo, sarebbe a rischio anche l’alleanza a Strasburgo con Nigel Farage, leader del partito anti-europeo britannico Ukip.


 


Grillo "a 67 anni – ha scritto Barber - sembra un uomo stanco della vita pubblica e sempre più fuori dal mondo. Un comico che sembra aver perso il suo istinto del comico". Ed è questa esuberanza che rende poco credibile il movimento, gettando un’ombra "sugli sforzi dei giovani attivisti 5 stelle che cercano di trasformare il movimento in un partito più maturo, saggio ed elettoralmente credibile".


 


Barber ha aggiunto che "fino ad ora il Movimento si era astenuto da scherzi fatui e insulti razzisti, tipici invece dei partiti populisti di destra". La battuta su Khan potrebbe collocare definitivamente il penta stellati in un’area di destra, nonostante il movimento "sta lottando per trovare un messaggio politico più ampio che raggiunga un elettorato ancora indeciso", ha concluso l’editorialista.