Lettera aperta a Dario Fo

Caro Dario ma che ci facevi su quel palco con Beppe Grillo? Dobbiamo vincere e vinceremo. Che brutte parole. Scendi per favore, compagno Dario [Vauro]

Vauro 1 dicembre 2013
Caro Dario,


ma che ci facevi su quel palco?


“Dobbiamo vincere e vinceremo”. Che brutte parole. Sì, certo, c’era anche la parola “rivoluzione” che ti piace e piace anche a me. Però non è rivoluzione strillare che tutti sono morti, cadaveri. E se lo è non mi piace. Non mi piacciono i portatori di verità assolute ed indiscutibili, non mi piace chi non ha dubbi e non mi piacciono nemmeno le piazze quando non sanno che ripetere le parole del capo. Ecco sì, le parole del capo. Condivido rabbia e sdegno ma non posso condividere parole macabre e di macabra memoria.


Tu credo mi possa comprendere perché sai meglio di me quanto le parole siano anche contenuto. Allora scusami Dario per quello che ti chiedo. Ti chiedo di scendere da quel palco Compagno Dario. Scendi per favore.


Con l’affetto e la stima di sempre,

[b]Vauro[/b]