L'Italia non vuole il reato di tortura perché è un paese torturatore

Lo ha detto a Radio Radicale il leader dei radicali a commento della decisione della Cedu sulla vicenda Diaz.

Marco Pannella

Marco Pannella

globalist 7 aprile 2015

"L'Italia non si è dotata e non si dota del reato di tortura perchè, essendo un Paese che pratica la tortura ogni giorno nelle carceri come riconosciuto dalla Cedu, la pur grave sanzione ricevuta oggi per la vicenda Diaz sarebbe elevata all'ennesima potenza". Lo ha detto a Radio Radicale Marco Pannella a commento della decisione della Cedu sulla vicenda Diaz.

"E' la stessa ragione per la quale non viene più contestato il reato di pericolo (come la strage)- ha detto ancora Pannella - malgrado dal 2000 al 2014 ci siano stati 855 detenuti suicidi, dei 3268 detenuti morti nello stesso periodo molti siano suicidi in altro modo, malgrado più di 100 suicidi tra il personale penitenziario e malgrado questo duri da oltre 10 anni e si accentui ogni giorno. Non c'è il reato di pericolo nel perseverare in questa situazione illegale? Come non c'è per il Vesuvio e le zone circostanti, Campi Flegrei, dove può esserci l'eruzione con, in 20 minuti o in un'ora, 2 o 3 milioni di inceneriti e dove invece non c'è alcuna forma di prevenzione nè addestramento a partire dalle scuole delle nostre zone sismiche in caso di scossa o eruzione?".