Grillo: la mafia aveva una morale corrotta dalla finanza

Il leader del Movimento 5 Stelle fa di nuovo parlare di sé per le ultime dichiarazioni durante lo sfiducia day a Palermo. Maria Falcone: insulto alle vittime di Cosa Nostra.

Desk2 27 ottobre 2014





Parole choc quelle pronunciate da Beppe Grillo a Palermo durante il suo "sfiducia day" contro il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta: la mafia aveva una sua morale e andrebbe quotata in Borsa perché ci si guadagnerebbe. Il leader del Movimento 5 Stelle ha detto che la mafia "aveva una sua morale", ma "è stata corrotta dalla finanza". Poi ha sottolineato come, ora, nelle "organizzazioni criminali ci siano solo magistrati e finanzieri". Infine "difende" Riina e Bagarella: "Hanno impedito" loro di andare al Colle (per la deposizione di Napolitano ndr) ma per proteggerli: hanno già avuto il 41 bis, un Napolitano bis sarebbe stato troppo...".



"Vedrete - ha dichiarato ieri sera in piazza a Palermo - i giornali titoleranno "Grillo inneggia alla mafia". "Le sue - ha commentato il presidente dell'Udc, il siciliano Giampiero D'Alia - sono dichiarazioni deliranti che si commentano da sole". Ma non è che per caso, "sta chiedendo con modo antico i voti a Cosa Nostra?". Duro anche il commento del vicepresidente dei senatori Pd Claudio Martini: "Basta offendere le istituzioni, Grillo vaneggia".



Ma l'affondo di Grillo continua, ed è pesante: "La mafia è stata corrotta dalla finanza, prima aveva una sua condotta morale e non scioglieva i bambini nell'acido. Non c'è differenza tra un uomo d'affari e un mafioso, fanno entrambi affari: ma il mafioso si condanna e un uomo d'affari no". E nel suo intervento dal palco di Palermo c'è anche una "giustificazione" al voto di scambio: "In Sicilia siete sempre stati un bacino di voti da Andreotti a Lima, fino ai 61 seggi a 0 in favore di Berlusconi. Ma vi capisco maledetti: io lo metterei all'asta il voto anche per 92 euro da scaricare sulle tasse. Prima eravate interessanti perché c'era lo scambio del voto con il lavoro ma ormai il lavoro non c'è più...".



Duro il commento di Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone: è un insulto a tutte le vittime di Cosa nostra. "Sono sdegnata dalle parole aberranti di Grillo sulla mafia. Come si fa a dire che la mafia "aveva una sua morale?". "Invito il signor Grillo a fare un ripasso della storia, soprattutto da quanto scritto da Giovanni Falcone - ha detto Maria Falcone, di recente insignita dal Capo dello Stato Giorgio Napoliano per il suo impegno contro la mafia - Non si parla di cose cosi' importanti con superficialita'. Grillo mostra di sconoscere il significato della mafia. Ha trattato con leggerezza un argomento che ha creato tanto dolore. Grillo disconosce il sacrificio di Giovanni Falcone o altre vittime di Cosa nostra".