Che pena, mister B.

C'era un tempo in cui Berlusconi riusciva a capovolgere la realtà, a incantare con il suo capovolgimento della logica. Adesso invece fa pena, tutto qui.

redazione 21 aprile 2012
"Lo scandalo non è quello che dico nell'intercettazione, lo scandalo è che il primo ministro venga intercettato!" Quante volte Mister B. è uscito dall'angolo così. Con un capovolgimento delle accuse che gli venivano rivolte. La miglior difesa è l'attacco, e lui attaccava. A volte non senza un fondamento, ma evitando il più delle volte di rispondere allo specifico di quel gli veniva contestato, o riuscendo a capovolgere anche quello. "Dite che far la tal cosa è brutto? No. è bello!" Oggi possiamo certificare che quel Mister B. non c'è più.



Che il miliardario si aggrappi al [i]burlesque[/i], genere che ebbe successo tra i meno abbienti per un qualche motivo, tanto da essere chiamato anche "[i]the poor man's follies[/i]", ci potrebbe stare, con il suo populismo. Ma quel Mister B avrebbe detto, "non ci lasciano padroni neanche a casa nostra, comunisti!", oppure, "invidiosi!". Questo no, questo si arrampica sugli specchi come un Trota qualsiasi, non capovolge più la verità, si limita a dire cose che non appaiono altro che normalissime, penosissime bugie. "Le donne sono esibizioniste".... Si riduce ad assicurare questo Mister B., con una tale sconsolante enfasi che quando di lì a breve il leader del suo partito, Alfano, dice che a giorni lui e Berlusconi lanceranno la più grande novità politica, uno si dice: "Mister B, il [i]burlesque[/i] di certo non si addice ad Alfano. Già camuffarlo da leader non fa ridere, ma fargli annunciare sconvolgenti novità politiche sembra[i] grotesque[/i], e coi tempi che corrono..."